Palombara – L’ex ragazza lo incastra dopo 12 anni: Johnny Ausili è accusato di omicidio

Si erano conosciuti a Trieste: lui, Jonathan Ausili era militare, lei, Valentina Cinquepalmi una bella ragazza che lavorava come barista. Ausili più di dodici anni fa aveva lasciato Palombara Sabina per il periodo del militare. Poi ha deciso di rimanere in Friuli Venezia Giulia, di metterci le radici. A Palombara, invece,

Jhonny si vedeva ogni tanto, soprattutto durante le feste. Gli Ausili in paese sono molto stimati. Una famiglia basata soprattutto sui valori come la sincerità e il rispetto.      
A Trieste il giovane Ausili pensa di aver trovato l’amore con Valentina. La coppia è stata insieme per quattro anni, poi nel 2004 la loro storia finisce. Ora l’ex ragazza lo incastra, lo chiama in causa sul più grave dei reati, l’omicidio. I due sarebbero stati insieme per una rapina, finita in tragedia. La coppia viene così prima fermata, il 3 ottobre scorso, poi arrestata nella convalida di sabato 6 ottobre, Fino alla misura di custodia cautelare del 13 ottobre presso il carcere “Coroneo” di Trieste.  
Nel 2000, in quel periodo l’uno si fidava dell’altra, tanto che arrivano fino alla convivenza. Lei ha un’indole sensibile, lui più forte. Valentina dopo aver lavorato in un bar, fa la promoter in un supermercato, sino all’impiego nell’assistenza degli anziani.
Quel maledetto pomeriggio del 2000, da pochi mesi insieme, i due s’incontrano in un bar e – secondo l’accusa – si recano in uno stabile di via Carducci a Trieste. Lei suona al campanello della signora Brosolo che apre perché aspettava la visita del figlio. La scusa? La solita “siamo assistenti sociali del Comune”. Così lei sale nella casa della 87enne insieme al fidanzato Ausili. Volevano solo rapinarla, ma – sempre stando a quanto ha confessato la donna nell’interrogatorio – hanno perso la testa e, mentre lei arraffava un magro bottino in denaro contante e gioielli, la situazione sarebbe degenerata.
Il caso si riapre: si pensa pure ad una terza persona coinvolta nel delitto. Ma le impronte di Valentina, già accuratamente raccolte nel 2000 dalla Polizia scientifica la inchiodano: le nuove sofisticatissime tecnologie hanno permesso di risalire alla sua identità, fornendo, pure, un riscontro in 17 punti, uno in più dei 16 previsti per Legge atti ad effettuare il riconoscimento di una persona.
Valentina e Jhonny, le loro vite, dal quel 7 novembre 2000 erano cambiate e le loro strade col tempo divise. Non si sono più frequentati, ma dovranno rincontrarsi in un’aula di Tribunale. Il processo si farà al massimo ad inizio 2013.
A Palombara Sabina la famiglia Ausili si è chiusa in un comprensibile riserbo, in attesa del giudizio per il loro Jhonny, ragazzo serio e sincero. I genitori sono in silenzio e credono alla sincerità del figlio: estraneo ai fatti.

Gino Ferretta

 

L’ACCUSA

Il figlio l’aveva trovata morta in casa: era il 7 novembre 2000

Il pomeriggio del 7 novembre 2000 il figlio l’aveva trovata morta in casa sua, con le suppellettili a soqquadro, strangolata: era sua madre, Albina Brosolo Perez, di 87 anni (nella foto). Gli autori di quell’efferato delitto sono rimasti ignoti e in libertà per dodici anni. La svolta nelle indagini è avvenuta pochi mesi fa. Alla persona che aveva lasciato due impronte digitali sul luogo del delitto la Polizia scientifica di Padova, utilizzando moderne metodologie di ricerca, ha dato un nome ed un cognome: Valentina Cinquepalmi di Trieste, che all’epoca dei fatti aveva solo 22 anni.
I successivi accertamenti immediatamente effettuati ad opera degli agenti della Sezione omicidi della Squadra mobile di Trieste hanno permesso di accertare che la ragazza non poteva essere sola in quel fatale pomeriggio, soprattutto per la dinamica dell’omicidio. Dopo mesi di indagini accuratissime, il 3 ottobre scorso la Cinquepalmi, dinanzi al Sostituto procuratore della Repubblica di Trieste, dottor Matteo Tripani insieme agli investigatori della Squadra mobile, messa di fronte alle prove evidenti delle sue responsabilità ha ceduto e ha reso un’ampia confessione. Confermando i sospetti che erano già rivolti al suo complice dell’epoca Jonathan Ausili, detto Jhonny, che al tempo aveva 21 anni ed era militare presso la Base militare di Aviano. Si è così riusciti a ricostruire la dinamica dell’omicidio, che è stata resa nota mercoledì 3 ottobre dalla Questura a Trieste.
Quel giorno del 2000 i due giovani avrebbero pedinato la Brosolo mentre stava rientrando a casa dopo aver consumato, come era solita, un caffè in un bar vicino. Si sarebbero fatti aprire la porta di casa con uno stratagemma e avrebbero aggredito l’anziana sulla soglia di casa, rendendola così impotente e poi, con inaudita ferocia, strangolata. Dopo aver fatto razzia di soldi e gioielli, si dettero alla fuga. Erano ormai convinti, dopo tanti anni, di averla fatta franca, ma non avevano fatto i conti con la tenacia degli investigatori della Polizia di Stato e l’alta professionalità degli appartenenti alla Polizia scientifica.

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