L’idea è venuta agli assessori Maria Luisa Cappelli (Servizi sociali) e Urbano Barberini (Cultura e turismo), ottenendo un’ottima risposta dalla cittadinanza tiburtina.
“Le tamburelle e i ragazzi del Cara hanno ballato e suonato insieme coinvolgendo i partecipanti e rendendo un vero dialogo interculturale in un ottica d’ integrazione sociale e culturale, carico di emozioni e sentimenti – racconta l’assessore Cappelli – L’ assessorato ha voluto coadiuvare le risorse del territorio per far conoscere alla cittadinanza tiburtina questi ragazzi, ovvero richiedenti asilo , immigrati forzati e sospesi, poiché non hanno scelto di andar via dal loro paese, ma obbligati dalla loro condizione e per paura di essere perseguitati e torturati”. I quali possono effettivamente divenire un’opportunità di “arricchimento della nostra cultura e non la paura dell’ altro”, conclude la Cappelli.
“Un’immagine davvero importante e forte – dice Barberini -, soprattutto in un momento di intolleranza come questo, vedere i giovani africani ballare accanto al simbolo della tradizione tiburtina per eccellenza è stata davvero una fortissima emozione”.




























