Ha disegnato ovunque grande calcio in quel ruolo che lui ha sempre fortemente difeso, trequartista, da chi questo stesso ruolo lo ha eliso in nome del nuovo integralismo tattico. Massimiliano Iezzi anche in questa stagione è stato uno dei grandi protagonisti della cavalcata trionfale del Real Monterotondo Scalo. Lo è stato anche nella passata stagione e non è un caso che in due anni il Real abbia fatto un salto doppio. Iezzi ci ha messo molto del suo, ha giocato quasi tutte le partite, ha corso, ha confezionato assist, ha segnato gol. Quella sua capacità di saltare l’uomo, di creare superiorità
Le prodezze dell’ex Roma non sono passate inosservate, ha ricevuto in questi giorni due importanti offerte per giocare la prossima stagione nel viterbese ma lui le ha declinate perché il Real per lui è la sua casa: “La mia scelta è quella di chiudere la mia carriera nel Real e poi fare l’allenatore. Sto guidando il gruppo dei ragazzi del 2003 del settore giovanile del Real e allenare mi piace moltissimo. Stiamo per iniziare qui al Pierangeli ( stadio dello Scalo, ndr) dal 13 giugno uno stage per giovani calciatori dove studieremo calcio con esercitazioni di tecnica riservato a giovani calciatori nati dal 2002 al 2007”. Prima di iniziare ad allenare però Max Iezzi deve giocare perché il prossimo Real ha bisogno di lui: “E’ stata una bellissima stagione questa che abbiamo vissuto insieme. Un gruppo di giocatori fantastico dove tutti si sono sacrificati nel nome della squadra. Da neopromossa nessuno si aspettava di poter passare subito in Eccellenza. Abbiamo fatto una grande impresa, diciamolo con orgoglio. E quando venni qui al Real dissi ai dirigenti, tutti amici miei, che la mia missione sarebbe stata quella di riportare la gente allo stadio Pierangeli. E questa è stata la mia più grande soddisfazione, il Pierangeli pieno regala un’emozione unica”. Ora arriva l’Eccellenza: “Una mia riflessione? La curiosità di vedere come tutti nei miei riguardi non mi dicono mai bravo per quello che faccio in campo. Tutti hanno delle aspettative nei miei riguardi così alte che per tutti è normale che io giochi così come ho fatto in questi ultimi due anni. E allora visto che è così mi devo allenare più degli altri per non deludere chi mi segue e chi mi vuole bene”.
Sergio Toraldo