Si è avvalso della facoltà di non rispondere Cristian F., il 18enne italiano di Borgonovo di Tivoli arrestato il 31 dicembre 2025 dai carabinieri con l’accusa di concorso in spaccio di droga, estorsione, rapina, lesioni personali aggravate, violenza sessuale aggravata e minaccia ai danni di un 33enne italiano di Tivoli, assuntore di stupefacenti e cliente abituale che avrebbe contratto un debito di circa 400 euro per dosi non pagate (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).


Sul caso indagano i carabinieri di Tivoli
Ieri mattina, lunedì 5 gennaio, Cristian F., assistito dall’avvocato Domenico Pirozzi di Roma, è comparso davanti al Giudice del Tribunale per i Minorenni Paola Manfredonia, sostituta del magistrato titolare dell’inchiesta, ma il ragazzo ha deciso di fare scena muta e di non rispondere alle domande.
Per questo al termine dell’udienza il 18enne è stato tradotto presso l’Istituto Penale per Minorenni, dove è recluso, avendo commesso i reati contestati prima del compimento del 18esimo anno.


Venerdì al Tribunale di Tivoli è stato interrogato il 22enne Gabriel L.
Stessa strategia era stata adottata da Gabriel L., il 22enne italiano di Borgonovo, anche lui italiano e residente nel complesso di case popolari dell’Ater di via dell’Aeronautica (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Venerdì scorso 2 gennaio, presso il Tribunale di Tivoli, Gabriel L., assistito dell’avvocato Alessandro Messa di Guidonia, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande della Giudice per le indagini preliminari Rosamaria Mesiti, la quale ha accolto l’istanza del pubblico ministero Gabriele Iuzzolino, magistrato titolare dell’inchiesta, e ha applicato per il 22enne la misura cautelare della custodia cautelare in carcere a Rebibbia.


Il 22enne è recluso nel carcere di Rebibbia
A inchiodare i due pusher c’è l’accusa della vittima, il referto medico della violenza sessuale e le immagini registrate dalle telecamere installate durante le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tivoli che sono ancora in corso.
Almeno per il momento gli investigatori hanno ricostruito il contesto all’interno del quale si è consumata la violenza sessuale di gruppo ai danni del 33enne sodomizzato con un bastone per non aver pagato la droga.


I due pusher gestivano una piazza di spaccio nei cortili delle case popolari di Borgonovo
In particolare, è emerso che Gabriel L. e Cristian F., quest’ultimo minorenne all’epoca dei fatti, da mesi svolgevano un’attività di spaccio al dettaglio nei cortili del complesso Ater di via dell’Aeronautica a Borgonovo, dove avvenivano le cessioni di sostanza stupefacente agli assuntori, tra cui il 33enne.
L’uomo non avrebbe saldato un debito di droga, per questo i due giovani pusher avrebbero iniziato a tartassarlo con reiterate richieste di denaro accompagnate da gravi minacce, successivamente sfociate in condotte violente.
Sarebbero tre gli episodi oggetto di accertamento avvenuti tra ottobre e novembre 2025.
Il più grave nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 2025, quando l’uomo fu attirato nei cortili delle case popolari con il pretesto di un incontro chiarificatore.
In realtà, sarebbe stato condotto con la forza in un luogo isolato e picchiato dai due pusher.
Stando a quanto riferito dalla vittima, quella notte erano presenti altri 4 o 5 ragazzi, sconosciuti e apparentemente minorenni, che avrebbero assistito alle aggressioni fisiche e alla violenza sessuale con l’utilizzo di un manico di scopa subita per mano di Cristian F., all’epoca 17enne.
E qualcuno dei ragazzi presenti avrebbe anche filmato la sodomizzazione col cellulare.
Il 33enne ha raccontato inoltre che dopo pestaggi e abusi sessuali, Cristian F. e Gabriel L. lo avrebbero intimidito per impedirgli di sporgere denuncia e, contestualmente, si sarebbero impossessati di alcuni suoi effetti personali, tra cui la tessera relativa all’assegno di inclusione unitamente al codice PIN, quale forma di parziale soddisfazione del credito illecito vantato.
All’appello mancano i ragazzi presenti: il cerchio si stringe.



























