La moglie ha raccontato che ogni volta in cui il marito alzava il gomito, automaticamente alzava anche le mani contro di lei e la voce contro la loro bambina.
Per questo mercoledì 7 gennaio il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado Ionut D., 45enne romeno, alla pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Sergio Umbriano e Matteo Petrolati – ha condiviso la tesi della Procura di Tivoli ma ha escluso l’aggravante e concesso le circostanze attenuanti generiche.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, la drammatica vicenda si è consumata dal 2015 al 2022 tra Guidonia e Mentana.
A dire della moglie, una 38enne romena costituitasi parte civile nel processo, Ionut D. era in un costante stato di alterazione psico fisica dovuta all’eccessiva assunzione di alcol, per questo maltrattava sistematicamente la donna e assumeva comportamenti vessatori ed umilianti anche nei confronti della figlia oggi 11enne.
La vittima ha raccontato di essere stata picchiata, presa per la gola e soffocata.
In un caso sarebbe stata colpita a bastonate dal marito con la minaccia che le avrebbe tagliato un braccio se non avesse fatto come diceva lui.
In un altro caso Ionut D. le avrebbe puntato il coltello alla gola sotto gli occhi della bambina terrorizzata.
In molte occasioni avrebbe inveito contro moglie e figlia: “Brucio la casa con voi dentro”; “Ti aspetto fuori dal cancello e ti ammazzo se mi denunci”; “Ti porto qua, così non ti trova nessuno”, l’avrebbe minacciata indicando il bosco di Gattaceca.
E ancora: insulti, minacce di portarle via la bambina, minacce di suicidio se lei lo avesse lasciato.
Una situazione drammatica e dolorosa al culmine della quale la moglie scappò di casa con la bambina: il risultato furono pedinamenti, appostamenti aggressioni verbali e fisiche, come quella del 6 maggio 2022, quando Ionut D. avrebbe lanciato il telefono in faccia alla moglie facendola finire in ospedale con contusioni al volto, al cuoio capelluto e al collo.
Il Tribunale di Tivoli ha condannato l’imputato al risarcimento danni in sede civile e al pagamento a favore dello Stato per le spese di costituzione e difesa sostenute per la parte civile.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.



























