L’uso dell’alcol e della droga, le offese, le umiliazioni e le botte al compagno e ai loro tre figli.
Un dramma familiare lungo due anni .
Per questo ieri, mercoledì 14 gennaio, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate una 34enne italiana residente nella Città dell’Arte.
Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Sergio Umbriano e Matteo Petrolati – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli e ha condannato l’imputata alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dell’interdizione legale durante la pena e della sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale per una durata doppia rispetto alla pena irrogata.
Secondo la ricostruzione del Pool Antiviolenza del Commissariato di Tivoli all’epoca coordinato dal Commissario Davide Sinibaldi, i fatti risalgono al periodo compreso tra aprile 2021 e dicembre del 2022.
Pare che ad aprile del 2021, dopo aver dato alla luce il terzo figlio, la donna abbia iniziato ad essere aggressiva e a compiere atti di violenza fisica con umiliazioni, ingiurie e minacce nei confronti del compagno e dei tre bambini.
Comportamenti aggravati dallo stato di ubriachezza abituale e dall’effetto delle sostanze stupefacenti di cui sarebbe assuntrice abituale.
Ai piccoli avrebbe ripetuto più di una volta frasi come “Dovete morire”.
Al compagno – costituitosi parte civile nel processo concluso ieri – offese e denigrazioni alla presenza dei figli, ma anche schiaffi, calci, graffi, mosse di karatè, colpi con bottiglie di vetro.
Basti pensare che il 3 dicembre 2022 mandò l’’uomo al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” con le ossa nasali fratturate giudicate guaribili in 20 giorni.
Stando all’accusa della Procura, la 34enne di Tivoli non avrebbe lesinato calci e percosse neppure nei confronti dei bambini, in particolare dei due più grandi, in diverse occasioni afferrati per il collo e sbattuti al muro.
Come il 23 dicembre 2022, quando entrambi i bambini più grandi furono accompagnati al pronto soccorso sotto choc e con contusioni a gambe e piedi giudicate guaribili in 10 giorni.
Almeno in una occasione la donna si sarebbe avventata contro il compagno, puntandogli un coltello alla gola, sempre alla presenza dei bambini terrorizzati che la imploravano di fermarsi e di non fare del male al loro papà.
I magistrati hanno contestato all’imputata anche di aver lasciato spesso i bambini più grandi da soli in casa e di averli portati con lei, sia di giorno che di notte, ad acquistare sostanze alcoliche o stupefacenti.
I magistrati hanno accertato che i due bambini più grandi hanno vissuto in una condizione di soggezione psicologica e di timore continuo per la propria incolumità personale nei confronti della madre, la quale non li avrebbe soltanto costretti a preparare da mangiare o ad acquistare bevande alcoliche, ma addirittura la donna avrebbe guardato filmati e foto pornografici in loro presenza, senza evitare che i figli li visionassero.
Nella sentenza di ieri il Tribunale di Tivoli ha condannato l’imputata al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio civile a favore del compagno e dei bambini, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 18 mila euro a favore dello Stato, delle spese processuali e delle spese di costituzione di parte civile.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.



























