L’impianto 5G non si farà in Via Sandro Pertini, al Bivio di San Polo, quartiere alla periferia di Tivoli.
Lo stabilisce la determina numero 147 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – firmata ieri, venerdì 16 gennaio, dal dirigente alle Attività produttive Riccardo Rapalli.
Con l’atto viene dichiarata conclusa negativamente la Conferenza di servizi decisoria indetta e svolta per il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione in ottemperanza al Bando pubblico “PNRR Italia 5G” di un impianto di telecomunicazioni della società “Inwit Spa” alto 30 metri su cui installare ripetitori Vodafone.
La bocciatura definitiva al progetto è arrivata dalla Soprintendenza Speciale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che ha confermato il proprio dissenso anche nei confronti delle novità progettuali integrative introdotte da “Inwit Spa” dopo un primo parere negativo e a fronte delle giustificazioni fornite dal proponente durante la discussione.
D’altronde, il terreno privato di via Sandro Pertini scelto come sede dell’impianto 5G è sottoposto a vincolo paesaggistico, idrogeologico e perfino aeroportuale per la presenza nelle vicinanze dell’Aeroporto Militare “Alfredo Barbieri” di Guidonia.
Eppure, l’impianto 5G in via Sandro Pertini aveva incassato il parere favorevole con prescrizioni da parte di Arpa Lazio ai fini della verifica della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici previsti dalla legge, ma anche dello stesso Comune di Tivoli a condizione che i cantieri non arrecassero danni alla vegetazione arborea ed arbustiva esistente, limitrofe all’area di intervento e fossero effettuati interventi di rinaturalizzazione delle aree interessate dai lavori.
“Le opere in progetto – si legge nel parere negativo inviato il 30 ottobre 2025 al Comune di Tivoli da parte della Soprintendenza Speciale – non risultano compatibili con le esigenze di tutela delle aree di interesse paesaggistico interessate, in quanto la soluzione progettuale proposta per localizzazione, dimensioni e materiali, si pone come elemento estraneo in una posizione gerarchicamente dominante rispetto ai beni paesaggistici ivi presenti, compromettendo la percezione visiva del paesaggio determinando impatto paesaggistico rilevante, e che le mitigazioni proposte non soddisfano quanto prescritto dal PTPR in termini di sistemazione paesistica post-operam.
Per tali motivi comporta una sostanziale modifica dello stato dei luoghi incidendo in modo significativo sull’area paesaggisticamente tutelata, già riconosciuta di notevole interesse pubblico attraverso decreto ministeriale che ne preserva il valore”.
Nella nota la Soprintendenza aveva anche specificato che per superare il parere negativo, “Inwit Spa” avrebbe dovuto presentare una nuova proposta progettuale con una differente localizzazione dell’impianto, privilegiando ambiti più antropizzati e tenendo conto delle caratteristiche del contesto paesaggistico di appartenenza, in coerenza con quanto prescritto nel PTPR.
Per tutta risposta “Inwit Spa” ha spiegato l’impossibilità a delocalizzare l’impianto, sottolineando alcune recenti sentenze del Tar relative all’incidenza della infrastrutturazione di rete sullo stato dei luoghi e sull’impatto visivo.
“La mera percezione del palo come ostativa da parte di un osservatore collocato ad una notevole distanza – si legge nella nota di “Inwit Spa” – introdurrebbe una sorta di opzione zero ”in quanto un’infrastruttura dalle notevoli dimensioni quali quelle di un palo, non potrà mai essere cancellata totalmente dal campo visivo” ed “una tutela così estesa sarebbe eccessiva, perché gli impianti di telecomunicazione sono ormai una componente necessaria del paesaggio e dunque non più percepibili come un disturbo alla fruizione estetica, essendovi la consapevolezza collettiva che per ragioni funzionali e di sicurezza nessuna parte del territorio può essere sottratta alla connessione di rete”.
Fatto sta che, pur di ottenere il via libera dalla Soprintendenza, “Inwit Spa” ha proposto la riduzione dell’altezza dell’impianto 5G dagli originari 34 metri a 28, garantendo le misure di mitigazione con la piantumazione di siepi e/o alberi a medio fusto in corrispondenza del perimetro dell’area di sito così da mascherare la recinzione e gli apparati installati a terra e la possibilità di tinteggiare il palo in una tonalità di verde o di una colorazione RAL più gradita.
“Inwit Spa” ha inoltre promesso di rinunciare alla prevista rimozione di 2 alberi contestata dalla Soprintendenza la quale ha evidenziato che non è consentito l’abbattimento salvo casi di comprovata necessità.
Proposte che non hanno convinto i funzionari dalla Soprintendenza Speciale per il Pnrr: il 5G al Bivio di San Polo non ci sarà.




























