Avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del paese, ma del progetto fantasmagorico presentato oltre 20 anni fa resta una cattedrale nel deserto.
Il Centro sportivo comunale “Cicas” di via dei Mandorli in località Valle Melella, è un’opera incompiuta di cui il Comune di Marcellina è rientrato in possesso due anni fa, risarcendo chi lo ha costruito (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Ora l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Lundini è pronta a riqualificarlo.
Lo stabilisce la determina numero 166 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA - firmata il 31 dicembre 2025 dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico Marco Camacci.
Con l’atto viene affidata la riqualificazione alla “Impresa 2020 Srl” con sede a Roma per complessivi 124.456 euro e 49 centesimi.
La ditta si è aggiudicata l’appalto dei lavori presentando una offerta con un ribasso percentuale pari al 3,10% sull’importo a base d’asta pari a 166.718,39 stimato nel Progetto Esecutivo dell’intervento redatto dall’Architetto Diego Apa di Velletri.
L’idea della riqualificazione del “Cicas” risale a due anni fa.
Il 15 novembre 2023 con la determina numero 241 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – il dirigente dell’Ufficio Tecnico Massimo Imperiali liquidò la somma complessiva di 185 mila euro a Zelinda Biagiotti, Silvia, Emanuele e Giulia Petrucci, rispettivamente moglie e tre figli del compianto imprenditore Domenico Petrucci, che avrebbe dovuto realizzare e gestire l’impianto per 30 anni pagando un canone di affitto.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Lundini pagò a fronte di un accordo transattivo con gli eredi dell’imprenditore che nel 2020 avevano citato il Comune di Marcellina davanti al Tribunale civile di Tivoli chiedendo un risarcimento di 620 mila euro, ovvero la restituzione dei soldi investiti per i lavori e i materiali da parte di Domenico Petrucci, titolare della omonima impresa successivamente denominata “Eredi Petrucci Domenico”.
Vale la pena ricordare che gli eredi avevano citato il Comune dopoché nel 2018 l’amministrazione Lundini aveva deciso di rescindere per gravi inadempienze il contratto di concessione del Centro sportivo.
Il 19 settembre 2019 l’Ufficio tecnico dichiarò decaduto l’accordo stipulato il 25 febbraio 2003 con Domenico Petrucci a causa di una morosità di 36 mila euro per mancati pagamenti dei canoni, oltre a una sfilza di inadempienze da parte dell’impresa “Eredi Petrucci Domenico”.
Secondo il Comune, la ditta non ha mai realizzato nei termini previsti l’edificio polivalente su tre livelli comprendenti servizi, spogliatoi, negozi per la vendita al dettaglio.
Lo stesso vale per le due piscine progettate, una per adulti con struttura di copertura per il periodo invernale e una, più piccola, per i bambini con annessa spiaggia e gazebo con annesso bar e ristoro.
Così come un edificio adibito a servizi igienici e spogliatoi per la piscina, compresi locali sauna e idromassaggio, e l’area parcheggio.
Le opere e gli impianti parzialmente eseguiti, tra l’altro, non sarebbero stati collaudati e sono privi di certificazione.
Ad aggravare la situazione, una ordinanza di demolizione emessa l’11 maggio 2015 dall’allora sindaco Pietro Nicotera per l’esecuzione di alcuni abusi edilizi e mai eseguita.
Inoltre un immobile, anch’esso costruito abusivamente in via dei Mandorli sempre nell’area del centro sportivo, concesso in affitto a Beatrice D. per il quale a settembre 2017 il sindaco Lundini presentò un esposto ai carabinieri.




























