Troppa gente e rischi per l’evacuazione: chiuso il Piper

Controlli a tappeto dopo la strage di Crans-Montana: lo storico club sotto sequestro

I controlli nei locali di Roma e provincia dopo la tragedia di Crans-Montana “mietono” la prima illustre vittima.

Si tratta del Piper Club.

 

 

Lo storico locale di via Tagliamento è stato sottoposto a sequestro dalla Polizia di Stato all’esito di un blitz che ha svelato uno scenario di irregolarità diffuse e gravi carenze sul fronte della sicurezza antincendio in altri due locali della movida romana.

 

 

Il provvedimento dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria, ma almeno per il momento la Questura di Roma contesta violazioni per modifiche strutturali non autorizzate e irregolarità nella sicurezza e nel sistema di evacuazione.

 

 

Secondo un comunicato stampa diffuso ieri, sabato 17 gennaio, dagli uffici di via San Vitale, il sequestro del Piper arriva al termine dei controlli in tre tra i club più esclusivi della notte romana, sviluppati ciascuno su un piano, ma di fatto gestiti dalla stessa società, titolare di una licenza unica per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti.

I controlli degli agenti della Divisione amministrativa della Questura sono partiti dalla sala da ballo sita nel seminterrato, dove si sono trovati di fronte ad installazioni non previste dalla planimetria autorizzata dalla Commissione comunale di vigilanza, tra casse acustiche e sistemi di illuminazione appesi al soffitto completamente fuori norma.

Oltre al tavolo allestito a mo’ di privé, tavoli e divani erano poi disposti in modo completamente diverso da quanto consentito.

Uno “spazio calmo”, che avrebbe dovuto essere adibito ad area di protezione in caso di emergenza, era inoltre del tutto inaccessibile perché chiuso a chiave e trasformato in magazzino.

A completamento del quadro, è stata riscontrata l’assenza di due estintori obbligatori rispetto al numero originariamente previsto.

Stando sempre al comunicato diffuso ieri dalla Questura di Roma, la scena presentatasi al primo piano non è apparsa migliore: anche qui, l’area destinata all’evacuazione in situazioni di emergenza era ostruita dai motori degli impianti, i sensori antifumo sono risultati sottodimensionati e nessuna traccia dell’unico estintore previsto.

Dal primo all’ultimo livello dello stabile, quanto riscontrato dagli agenti ha dato riprova di difformità evidenti tra la documentazione autorizzata e lo stato reale dei luoghi, con ambienti rimodellati per aumentare la capienza e l’impatto scenografico, sacrificando le regole prescritte e gli standard minimi di sicurezza.

La porta di emergenza coperta da un pesante tendaggio

L’aspetto più inquietante sotto il profilo securitario – si legge sempre nel comunicato della Questura – è emerso al piano terra, dove confluivano le uscite degli altri due livelli, trasformando di fatto il percorso di evacuazione in un itinerario ad ostacoli: una porta di emergenza era coperta da un pesante tendaggio e bloccata con una spranga in ferro, un’altra ostruita da un imponente elemento decorativo, la terza parzialmente coperta da un frigorifero e priva di maniglione antipanico.

Le condizioni riscontrate all’interno degli impianti hanno determinato l’elevazione di sanzioni di migliaia di euro nei confronti del titolare, con il contestuale sequestro immediato dei tre locali.

Condividi l'articolo:
LEGGI ANCHE  MONTEROTONDO - Città più green, 98 nuove piante nei parchi e nelle strade centrali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.