Prosegue la protesta da parte dei dipendenti del “Nomentana Hospital”, la casa di cura privata accreditata di via Berloco a Tor Lupara di Fonte Nuova in procinto di essere ceduta al “San Raffaele Spa”, il noto gruppo sanitario riconducibile al senatore della Lega Antonio Angelucci, (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Stavolta è il Segretario Nazionale del sindacato Clas Antonio Coscia ad annunciare l’apertura dello stato di agitazione e l’avvio della procedura di raffreddamento e conciliazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, addetti ai servizi di preparazione e distribuzione pasti presso il Nomentana Hospital.
In ragione di quanto su esposto, si dichiara l’apertura dello stato di agitazione del personale, si intende In ragione di quanto su esposto, si dichiara l’apertura dello stato di agitazione del personale, si intende avviata la procedura di raffreddamento e conciliazione, come previsto dalla vigente e succitata normativa., come previsto dalla vigente e succitata normativa.
Secondo una nota del sindacato, lunedì 19 gennaio la clinica ha messo a conoscenza sia il Clas che la Società PLS Facility management srl, che attualmente svolge in loco il servizio di preparazione e distribuzione pasti a favore dei degenti e del personale medico e paramedico della struttura, che dal 1° Febbraio 2026 il servizio sarà svolto in modalità veicolato da parte della Società Rica srl, che ha un centro di cottura e preparazione dei pasti a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli.
“Pertanto – si legge nella nota di Antonio Coscia – stante la posizione della Stazione Appaltante Nomentana Hospital, in spregio al Contratto Collettivo applicato e alle vigenti normative, non è previsto alcun “cambio appalto”, e nessun passaggio di personale tra le due società.
Tale condizione determinerebbe la perdita del posto di lavoro per 23 unità oggi impiegate nel suddetto servizio, colpendo irrimediabilmente la condizione economica e la stabilità di 23 famiglie.
L’attuale gestore del servizio PLS Facility management srl, dichiara di non avere altre realtà sull’area Laziale ove ricollocare il personale, e proprio a seguito della comunicazione del Nomentana Hospital, la società ha attivato una procedura di licenziamento collettivo presso la Regione Lazio”.
Vale la pena ricordare che due settimane fa i sindacalisti di FP Cgil, Cisl FP e Uil Fpl avevano dichiarato lo stato di agitazione per il mancato — o solo parziale — pagamento della tredicesima mensilità ai dipendenti del “Nomentana Hospital” (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).




























