La ex moglie lo accusava di averla tormentata per mesi, arrivando in un caso ad alzare le mani e in un altro ad annunciare il suicidio.
Reazioni di un uomo lasciato, reazioni che non configurano un reato.
Per questo ieri, mercoledì 22 gennaio, il Tribunale di Tivoli ha assolto perché il fatto non sussiste un 62enne italiano residente a Palombara Sabina dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della ex coniuge, una 59enne anche lei italiana.
Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – non ha avuto dubbi nel riconoscere l’innocenza dell’imputato riservandosi 30 giorni di tempo per depositare le motivazioni.
Secondo la denuncia della donna, da agosto 2019 e per i mesi successivi dello stesso anno, il 62enne l’avrebbe molestata con ripetute ingiurie, minacciando di togliersi la vita se non fossero tornati insieme, ricomponendo così una famiglia composta con due figli.
Una minaccia concretizzata un giorno in cui il 62enne nel cortile di casa avrebbe preparato una sedia con una corda appesa sopra annunciando il suicidio.
La ex moglie ha raccontato inoltre che l’uomo l’avrebbe tempestata di telefonate ad ogni ora del giorno e della notte e che in un’occasione lui l’avrebbe aggredita con pugni in testa e stringendole le mani al collo.
Per questi motivi, la Procura aveva portato l’imputato a processo per il reato di stalking, ma a febbraio scorso il capo di imputazione è stato derubricato in maltrattamenti.
Un reato che in questo caso non esiste.




























