Da Andrea Parrella, cittadino residente al Bivio di Guidonia, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo:
“Scrivo questa lettera aperta all’inizio del nuovo anno, che per tutti dovrebbe essere un momento di bilancio e riflessione per il vecchio anno e per il prosieguo del nuovo anno appena iniziato.
E’ una lettera semplice, scritta da un cittadino che conosce bene il palazzo di questo Comune e che tiene molto alla sua città, ma che da tempo vede crescere sempre più problemi, disordine e una forte sensazione di degrado.
Questa città è bella viva, piena di storia e di persone che ogni giorno fanno sacrifici, ma anche caotica.
La prima cosa che però manca è il dialogo, i cittadini non si sentono ascoltati.
Le decisioni arrivano dall’alto, senza spiegazioni chiare, senza confronti.
Parlare con la cittadinanza significa saper ascoltare e cambiare idea, in questi anni, il modo di porsi verso i cittadini spesso apparso distante e arrogante, più orientato a imporre scelte che a condividerle.
Se si è davvero convinti che state facendo il bene della città, allora bisogna anche sentire il rumore della città che non è contenta.
Quel rumore fatto di proteste, lamentetele, difficolta quotidiane e disagio non può essere ignorato o liquidato, è un segnale che va ascoltato.
Forse, per governare meglio questa città, bisognerebbe stare un pò di più in mezzo alla strada e un pò meno nei salotti, a porte chiuse, con pochi decidere per tutti noi.
Una città si governa camminando tra la gente, parlando con chi lavora, con chi apre un negozio, con chi prende l’autobus, con chi vive le frazioni ogni giorno, cercando di essere presente, più vicino alle persone.
Comprendo che Lei abbia dei debiti verso i partiti che l’hanno sostenuta per la sua elezione, ma amministrare una città richiede anche libertà di scelta. Bisogna saper guidare e decidere con autonomia, senza dover subire compromessi pur di restare al proprio posto.
Ultimamente, purtroppo, questa libertà sembra non essere stata pienamente esercitata.
Questa città vorrebbe un sindaco più presente, che quando lo si incontr alo si riconosca, si possa parlare con lui senza sentirsi guardati dall’alto in basso o percepire un senso di disprezzo. Non si può restare lontani dai problemi della città e le assicuro che sono tanti. Le strade sono in pessime condizioni.
Buche, avvallamenti, rattoppi fatti male e mai definitivi. Ogni giorno auto e motorini rischiano danni, e chi cammina deve fare attenzione a non cadere.
Le strade sono diventate un colabrodo. Le strisce pedonali, in molti punti, sono quasi invisibili.
Attraversare la strada è pericoloso, soprattutto per anziani, bambini e persone con difficoltà.
La sicurezza dovrebbe essere una priorità, ma spesso sembra dimenticata. Parliamoci chiaro: così non si governa una città, la si soffoca. Un problema sempre più sentito è anche quello della sicurezza. Sempre più spesso si assistono ad atti di bullismo, comportamenti violenti o intimidatori, e questo crea paura. I giovani, le famiglie e gli anziani non si sentono tranquilli a frequentare alcune zone, soprattutto la sera. Il parco dovrebbe essere un luogo di incontro e di vita, non un posto dove si ha timore di passare.
Serve più presenza, più controllo e più attenzione.
A questo si aggiungono molti spazi pubblici trascurati: marciapiedi rotti, piazze poco curate, aree verdi abbandonate o mal tenute (VEDI BIVIO DI GUIDONIA PARCO CHIUSO DA TEMPO SENZA SAPERE IL DA FARSI).
Snche l’illuminazione pubblica in alcune zone è scarsa, e questo aumenta ulteriormente il senso di insicurezza.
Molti quartieri, soprattutto quelli più lontani dal centro, si sentono dimenticati. Mancano servizi, manutenzione e attenzione.
Sembra che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B, e questo non è giusto. Manca poco per poter cambiare rotta e invertire la tendenza. Se si continua così, la città non è contenta.
C’è un mormorio generale di malessere, di confusione. Non si ha una visione chiara di questa città. In politica ci sta la dialettica. Io ho attaccato più volte certe sue scelte, ci sta, fa parte del confronto.
Ma un sindaco deve saper accettare sia elogi sia critiche.
Se le critiche danno fastidio, allora non siamo di fronte a un buon sindaco.
Questo è qualcosa su cui dovrebbe interrogarsi e migliorarsi anche caratterialmente.
È il mio augurio per il nuovo anno: più ascolto, più rispetto, più equilibrio.
Con la speranza che queste parole non restino inascoltate, auguro che il nuovo porti maggiore attenzione, più dialogo e scelte migliori per il bene di tutti.
P. S. I CITTADINI DEL BIVIO SONO SEMPRE BEN DISPOSTI AD UN CONFRONTO”.



























