SETTECAMINI – Travolse l’agente amputandogli una gamba: condannato il carabiniere ubriaco

Il militare del Ros ha patteggiato per le lesioni gravi procurate a Daniele Virgili

Le perizie hanno accertato che lui si era messo al volante con un tasso alcolemico nel sangue quasi quattro volte superiore a quello consentito. 

E che l’auto viaggiava ad una velocità ben superiore al limite previsto.

Il bilancio fu drammatico: tre agenti falciati, ad uno dei quali i medici furono costretti ad amputare una gamba.

Per questi motivi mercoledì scorso 21 gennaio, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Francesco C., carabiniere di 48 anni, ha patteggiato una pena di due anni e sei mesi di reclusione per lesioni stradali gravissime ai danni di Daniele Virgili, il 25enne di Casal Bellini, frazione di Tivoli, agente della Polizia di Roma Capitale in servizio presso il Gruppo Tiburtino, lesioni plurime aggravate dalla guida in stato di ebbrezza, dall’eccesso di velocità e dalla mancata osservanza del codice della strada.

Lo riporta il quotidiano “Il Messaggero”.

I fatti risalgono alla sera del 6 novembre 2024 sulla via Tiburtina, nei pressi del Grande Raccordo Anulare, a Settecamini (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Verso le ore 19 Francesco C., all’epoca carabiniere del Ros fuori servizio, era al volante di una Toyota Yaris e viaggiava in direzione Roma.

In quel momento all’altezza del ponte del Gra una pattuglia di agenti della Polizia di Roma Capitale era impegnata nei rilievi di un incidente tra un’auto e uno scooter.

Nonostante la scena dell’incidente fosse ben segnalata – con nastri, coni, lampeggianti e un’auto della Polizia Locale con i dispositivi d’emergenza attivi – il carabiniere non avrebbe rallentato né cambiato corsia. 

Secondo una consulenza tecnica, viaggiava a circa 70 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 50.

L’impatto fu violentissimo e coinvolse tre agenti. 

Due vigilesse riportarono ferite lievi, ma per Daniele Virgili le conseguenze furono drammatiche: fratture multiple a gamba, ginocchio, tibia, perone e caviglia. 

I medici dell’ospedale San Camillo furono costretti ad amputare l’arto inferiore destro.

Mercoledì scorso prima che il giudice ratificasse il patteggiamento, il carabiniere Francesco C. ha rilasciato dichiarazioni spontanee dicendosi sinceramente rammaricato e scusandosi con le parti civili.

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