Ci sono storie che non hanno bisogno di clamore per lasciare il segno.
Storie che parlano piano, ma arrivano dritte al cuore.
La storia di Diego, 18 anni, e di suo padre Corrado, 50, è una di queste: un racconto di amore assoluto, di montagne conquistate passo dopo passo e di panorami che diventano cura, respiro, speranza.



Diego durante un’escursione sul Monte Velino
Diego è un ragazzo autistico non verbalizzante di Villalba di Guidonia.
Corrado è suo padre, Carabiniere di professione, uomo che ha scelto di dedicare la propria vita non solo al servizio dello Stato, ma soprattutto a quello del figlio.



Diego e il papà Corrado sull’Etna
In mezzo a loro c’è la montagna, che non è mai stata un ostacolo, ma una possibilità.
Un luogo dell’anima prima ancora che geografico.
L’amore di Corrado per le vette nasce lontano, nella sua infanzia.
È suo padre, il nonno di Diego, a trasmettergli la passione per i sentieri, l’altitudine, il silenzio dei boschi.
All’inizio erano tre generazioni a camminare insieme: il nonno, Corrado e un piccolo Diego, uniti dallo stesso passo lento, dalla stessa meraviglia davanti alla natura.



Un’immagine di Diego sorridente in alta quota
Escursioni semplici, cariche però di un significato profondo: condividere il tempo, costruire ricordi, sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Con il tempo Corrado ha continuato quel cammino da solo con Diego, trasformando la montagna in uno spazio di incontro e di crescita.
Non una sfida, ma una sorta di “montagnaterapia”, dove ogni uscita diventa occasione di scoperta, di libertà, di bellezza.
I panorami in quota, le albe, la neve, le cascate e i corsi d’acqua, le creste illuminate dal sole, hanno regalato a Diego emozioni autentiche e a Corrado la certezza di fare la cosa giusta: esserci, sempre.



Padre e figlio di Villalba di Guidonia sul Monte Velino
Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno e all’affetto degli amici del CAI di Tivoli, che hanno creduto nel valore di questa esperienza e contribuito a renderla concreta.
Insieme hanno dimostrato che la montagna può essere inclusiva, accogliente, capace di abbattere barriere che spesso sembrano insormontabili.
Questa storia è stata raccontata da Corrado durante un convegno sulla “montagnaterapia” tenutosi a Tivoli lo scorso sabato 24 gennaio organizzato dalla locale sezione del CAI.



Diego e papà. Corrado sul Corno Grande del Gran Sasso d’Italia
Accompagnato da immagini e video di rara bellezza, il suo racconto ha attraversato la sala come un’onda silenziosa, suscitando fortissime emozioni tra i presenti.
Non c’era retorica nelle sue parole, ma verità.
Non c’era eroismo ostentato, ma la semplicità potente di un padre che ama profondamente suo figlio.
Il pubblico si è commosso, toccato da una testimonianza autentica, fatta di fatica, dedizione e gioia.
La storia di Diego e Corrado ha ricordato a tutti che la montagna non è solo vetta da conquistare, ma relazione, cura, potenzialità.
È un luogo dove la fragilità non viene nascosta, ma accolta e trasformata in forza.
È una storia luminosa, di quelle che fa bene ascoltare.
Una storia di Amore Grande, capace di aprire sentieri dove sembrava non ce ne fossero.
Una storia che parla di speranza e che, come le montagne al mattino, resta negli occhi e nel cuore di chi la incontra.
(Adriana Iasciotti)



























