MONTEROTONDO – Il paziente muore dopo l’intervento sbagliato: risarciti gli eredi

La Asl Roma 5 sborsa 100 mila euro: gli atti trasmessi alla Corte dei Conti

L’intervento era stato eseguito tutt’altro che a regola d’arte e poco tempo dopo il paziente era deceduto.

A distanza di 16 anni dal trattamento chirurgico errato la Asl Roma 5 di Tivoli risarcisce gli eredi di un paziente dell’ospedale “Santissimo Gonfalone” di Monterotondo.

Lo stabilisce la delibera numero 193 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA – firmata oggi, venerdì 30 gennaio, dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale Silvia Cavalli.

Con l’atto viene liquidata la somma complessiva di 100 mila euro ad un paziente che il 18 novembre del 2009 era stato sottoposto ad un intervento chirurgico presso il nosocomio eretino.

Resosi conto dell’errore medico (non specificato nella delibera numero 193), il primo ottobre 2012 il paziente presentò alla Asl Roma 5 richiesta di risarcimento danni e la pratica fu inviata alla “Am Trust Assicurazioni Spa”, la Compagnia con la quale l’Azienda ha una polizza per la responsabilità civile verso terzi e per prestatori d’opera.

Dalla delibera numero 193 emerge che il 20 novembre 2015 gli eredi del paziente notificarono alla Asl la convocazione per la mediazione definita con un verbale negativo.

A quel punto, il 3 gennaio 2018 i familiari della vittima hanno citato in giudizio sia la Asl che i sanitari coinvolti davanti al Tribunale di Roma il quale con la sentenza numero 3956/2025 ha accolto parzialmente la domanda di risarcimento danni per responsabilità sanitaria e ha condannato tutti in solido.

Per la Azienda Sanitaria il Tribunale ha disposto il pagamento del 20% dell’importo complessivo dei danni.

Nel frattempo un medico condannato ha proposto ricorso in Corte d’Appello, la quale ha sospeso l’efficacia della sentenza numero 3956/2025 nei limiti del 50%.

Il 3 luglio 2024 la pratica è stata trattata dal Comitato Aziendale di Valutazione Sinistri, l’organismo collegiale e multidisciplinare che valuta i sinistri (responsabilità medica/sanitaria) e gestisce il rischio assicurativo.

Il Comitato deve essersi reso reso conto che i medici hanno sbagliato, per questo ha espresso parere favorevole alla messa a disposizione della franchigia frontale pari a 100 mila euro a tacitazione definitiva di ogni pretesa.

Nella delibera numero 193 viene evidenziato che la somma di 100 mila euro risulta comunque inferiore all’importo posto a carico dell’Ente dalla sentenza 3956/2025 del Tribunale di Roma nonché alla parziale sospensione dell’efficacia della decisione nell’ambito dell’appello pendente avanti alla Corte di Appello di Roma.

La delibera verrà trasmessa alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

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