GUIDONIA – Denunciato dai genitori per maltrattamenti, bengalese assolto: non volevano la fidanzata cattolica

Il 28enne scagionato per mancanza di prove

In aula ha giurato che in casa si litigava soltanto perché il padre e la madre non volevano la fidanzata italiana e per giunta non musulmana. 

Una tesi che ha retto, anche perché di prove concrete dei suoi comportamenti aggressivi non ce ne erano.

Per questo ieri, martedì 3 febbraio, il Tribunale di Tivoli ha assolto perché il fatto non sussiste J. A., un 28enne originario del Bangladesh e residente a Guidonia Montecelio dall’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni dei genitori.

Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere i giudici Teresa Antonella Garcea e Gianpiero Golluccio – ha condiviso la richiesta dell’avvocata Narcisa Roxana Stoinoiu, legale di fiducia dell’imputato, e della stessa Procura di Tivoli che lo aveva portato a processo, riconoscendo la mancanza della prova dei maltrattamenti.

La vicenda risale al 2020, quando il padre e la madre, un uomo di 60 anni e una donna di 57, entrambi originari del Bangladesh, si presentarono dai carabinieri per denunciare il figlio, all’epoca recluso agli arresti domiciliari per altri reati.

La coppia raccontò che il ragazzo li maltrattava dal 2018, anche in presenza del figlio minorenne, sottoponendoli a vessazioni fisiche e psicologiche, offese e denigrazioni, anche con reiterati atti di sopraffazione e violenza fisica.

Così dopo la denuncia il Tribunale di Tivoli dispose per il ragazzi l’aggravamento della misura cautelare e la detenzione in carcere a Rebibbia.

Nel corso del processo è emersa un’altra verità.

Il 28enne bengalese ha raccontato infatti che il padre e la madre ostacolavano la sua relazione con la fidanzata dell’epoca, una ragazza italiana cattolica e non musulmana, fonte di numerosi litigi in famiglia.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 30 giorni.

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