GUIDONIA – La figura dello scalpellino riconosciuta dalla Regione Lazio

Un traguardo per tutto il comparto del Travertino Romano

“La figura professionale dello scalpellino, antica e preziosa competenza artigiana che affonda le sue radici nella storia millenaria del territorio di Tivoli e Guidonia Montecelio, è stata ufficialmente inserita, con determina n. G17053del 15 dicembre 2025, nel Repertorio Regionale delle competenze e dei profili formativi della Regione Lazio”.

 

 

Ad annunciarlo in un comunicato stampa “con orgoglio e soddisfazione” è la Società del Travertino Romano S.p.A., il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano (CVTR) e la UIR Sezione Estrattiva.

Lo standard minimo del percorso formativo per ottenere la qualifica di scalpellino (ai sensi del decreto legislativo 13/2013) prevede una formazione teorico pratica di almeno 294 ore.

Questo traguardo – si legge nel comunicato stampa – rappresenta una svolta significativa per l’intero comparto lapideo laziale, e in particolare per il Distretto Industriale del Travertino Romano di Tivoli e Guidonia Montecelio, da sempre impegnato nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio umano e culturale legato alla lavorazione del Travertino Romano.

La proposta di riconoscimento è stata redatta e sostenuta con grande impegno da Elisabetta Di Maddalena, Amministratore Unico della Società del Travertino Romano S.p.A., da Filippo Lippiello, Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, e da Francesco Dandini, Presidente Sezione Estrattiva UIR, in collaborazione con il FORMEDIL ROMA e PROVINCIA, organismo paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia di Roma e provincia, ente voluto e gestito dalle Parti Sociali provinciali del settore edile, ANCE Roma – Acer, Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, che ha accompagnato con competenza il percorso normativo presso la Regione Lazio fornendo il necessario supporto tecnico e istituzionale per la definizione del profilo professionale e dello standard formativo.

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Determinante è stato il contributo della Società del Travertino Romano, che ha concretamente investito nel futuro di questa figura professionale, finanziando un corso di formazione per scalpellini, con l’obiettivo di trasmettere saperi, tecniche e valori alle nuove generazioni di artigiani.

Il riconoscimento della figura dello scalpellino non è solo un atto dovuto verso una tradizione millenaria, ma anche un investimento concreto in termini di occupazione qualificata, trasmissione del sapere e promozione dell’identità territoriale.

Il Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano accoglie questa notizia come un risultato collettivo, frutto di sinergie virtuose tra pubblico e privato, tra formazione e impresa, tra visione e radici.

«Esprimo una gioia profonda per questo risultato, che considero non solo un riconoscimento dovuto, ma un vero atto di giustizia nei confronti di una professione antica, nobile e insostituibile come quella dello scalpellino», dichiara il Presidente Sezione Estrattiva UIR, Francesco Dandini.

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«Dopo un lungo lavoro di ascolto, confronto e progettazione, siamo riusciti – insieme alla Società del Travertino Romano, che ha promosso e poi svolto, un corso per tale figura professionale, a FORMEDIL ROMA e Provincia e grazie alla sensibilità della Regione Lazio – a restituire dignità formale a un mestiere che è parte dell’identità profonda del nostro territorio», afferma il Presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, Filippo Lippiello.

«Questo è un passo che segna l’inizio di una nuova fase: da oggi il nostro Distretto ha un riconoscimento in più, ma anche una responsabilità maggiore e noi siamo pronti a portarla avanti con entusiasmo e determinazione», dichiara l’Amministratore Unico della Società del Travertino Romano S.p.A., Elisabetta Di Maddalena.

 

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