MONTEROTONDO - “Il libro su Acca Larentia genera violenza”: negata la Sala per la presentazione

Il Presidente del Consiglio rifiuta la richiesta di Gioventù nazionale

Cosa accadde veramente la sera del 7 Gennaio 1978 nel quartiere Tuscolano a Roma?

E’ il fulcro di “Chi sparò ad Acca Larentia?”, il libro di Valerio Cutonilli che avrebbe dovuto essere presentato sabato 21 febbraio nella Sala Consiliare del Comune di Monterotondo.

O almeno questa era l’intenzione di Gioventù nazionale che da giorni pubblicizzava sui Social l’evento culturale nella città più “rossa” della Città Metropolitana di Roma.

In realtà, la presentazione del libro sull’uccisione degli attivisti missini Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni da parte di un commando terroristico non si farà nella Sala Consiliare “Peter Benenson” di Monterotondo.

Oggi, mercoledì 11 febbraio, lo ha messo nero su bianco il Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Donnarumma in una nota di risposta alla richiesta firmata dal Consigliere di Presidenza della Federazione provinciale di Roma della Gioventù nazionale Simone Forte di Tivoli.

 

Il Presidente del Consiglio comunale di Monterotondo Vincenzo Donnarumma

“La commemorazione del tragico evento oggetto della pubblicazione continua a rappresentare un momento di scontro e divisione nel panorama politico italiano, segno che il difficile percorso di superamento delle divisioni legate alla ricostruzione storica degli anni di piombo è ben lontano dalla sua conclusione”, si legge nelle motivazioni del diniego alla concessione dell’utilizzo della Sala Consiliare.

“Peraltro – prosegue il Presidente Donnarumma –, anche quest’anno la procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione delle leggi Mancino e Scelba in relazione alla commemorazione avvenuta lo scorso 7 gennaio in via Acca Larentia a Roma e che ha visto la partecipazione di oltre mille appartenenti a movimenti di estrema destra.

Considerata l’estraneità dell’argomento con la storia della città di Monterotondo, insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i fatti del 9 settembre 1943 e per la successiva lotta partigiana, nonché al ricordo di Edmondo Riva, Medaglia d’Oro al valor Militare alla memoria:

– è preciso dovere del sottoscritto tutelare gli spazi istituzionali evitando che gli stessi possano divenire luogo di scontro ideologico, quale che sia la matrice politica del proponente dell’iniziativa;

– nell’impossibilità di poter escludere il verificarsi di manifestazioni fisiche e verbali illegali;

– la presentazione in oggetto risulta essere già pubblicizzata sui social network dai proponenti in assenza di una formale autorizzazione del sottoscritto, come espressamente previsto dal disciplinare d’uso;

– viste le previsioni dell’art. 3 comma 6 del Disciplinare di utilizzo della Sala Consiliare e della Sala dei servitori, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 25.01.2018 che così recita:

“La Presidenza del Consiglio, si riserva di concedere o meno l’uso della Sala a proprio discrezionale ed insindacabile giudizio;

il sottoscritto NON CONCEDE l’utilizzo della Sala Consiliare per l’iniziativa in oggetto”.

 

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Alessandro Palombi, deputato di Fratelli d’Italia eletto nel Collegio Tivoli-Guidonia

Sul caso sono intervenuti i deputati di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, Alessandro Palombi e Fabio Roscani che in una nota all’agenzia Ansa definiscono inaccettabile la decisione.

“Non solo è una scelta grave e questa sì divisiva – si legge nella nota di agenzia – ma assume una chiara matrice ideologica e di parte che mortifica il confronto culturale e la libera espressione democratica”.

“La memoria della strage di Acca Larentia, in cui giovani del Fronte della Gioventù furono uccisi da terroristi di estrema sinistra nel 1978, non può essere ignorata o strumentalizzata – proseguono i tre deputati di Fratelli d’Italia – non esistono morti di serie A e morti di serie B.

È grave che, proprio su un tema così delicato, la sinistra si dimostri ancora incapace di difendere la libertà di pensiero e di prendere le distanze da ogni forma di violenza politica, preferendo la censura alla discussione e all’approfondimento.

Ancora una volta, da quella parte politica emerge un atteggiamento giustificazionista e pretestuoso che non aiuta l’unità della Nazione e che impedisce l’affermazione di una condivisa verità storica.

Chiediamo che venga fatta piena luce sulle ragioni di questa scelta ipocrita e continueremo a batterci, in ogni sede, perché la memoria e la libertà non siano mai ostaggio dell’ideologia”, concludono i deputati di FdI.

 

Valerio Cutonilli, autore del libro “Chi sparò ad Acca Larentia?”

Sconcerto anche per l’autore del libro “Chi sparò ad Acca Larentia?”, Valerio Cutonilli che in serata ha pubblicato sul suo profilo Facebook le motivazioni del diniego della Sala Consiliare di Monterotondo.

“Peraltro – scrive Cutonilli – una delle precedenti edizioni del libro – non ricordo se la prima o la seconda – venne presentata proprio in quella sala. Sala gremita con moltissima gente in piedi. Un dibattito libero e molto partecipato.

Come sa chi lo ha letto, nel libro non mi limito a raccontare le storie dei “neri” uccisi nella capitale ma, con lo stesso rispetto, anche quelle delle vittime “rosse”.

Da anni – anche questo è noto – approfitto delle presentazioni del libro per lanciare appelli alla pacificazione e inviti a ragazze e ragazzi di oggi a non cadere nella trappola pagata cara, da tutti, negli anni ’70.

Più volte, accanto a me, c’è stato Luca Tarantelli di cui sono amico dai tempi del liceo. Luca, da sempre schierato a sinistra, è il figlio di Ezio Tarantelli, docente universitario e sindacalista assassinato con la stessa arma usata dai terroristi che spararono a via Acca Larenzia.

Abbiamo sempre dato, e continueremo a dare, un messaggio ben preciso ai giovani.

Non fatevi ingannare dai cattivi maestri, soprattutto quando poggiano il sedere su qualche sedia più o meno importante. Anche a Monterotondo Luca e io saremmo stati accanto, per rinnovare l’appello. Inoltre i proventi del libro vengono usati per prestare sostegno a bambini che combattono contro malattie terribili.

Poco fa ho saputo che, incredibilmente, è stata negata agli organizzatori la disponbilità della sala consiliare.

Temo che la storia non finisca qui”.

 

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Sopra e sotto, i manifesti affissi a Monterotondo il 7 gennaio scorso

 

Vale la pena ricordare che lo scorso 7 gennaio i muri di Monterotondo erano stati tappezzati da manifesti commemorativi di Acca Larentia e contrassegnati dalla croce celtica.

 

Il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone

Un gesto condannato dal sindaco Riccardo Varone sulla sua pagina Facebook.

 

Il post sulla pagina Facebook del sindaco Riccardo Varone

“LE VOSTRE PROVOCAZIONI SONO CARTA STRACCIA – aveva scritto il primo cittadino – Ogni tanto ci riprovano.

Vengono di notte e, in spregio ad ogni regola, attaccano manifesti deliranti dove credono siano visibili.

Durano qualche ora, il tempo di farne ciò che in fondo sono: carta straccia.

Perché le provocazioni fasciste a Monterotondo non sono tollerate da nessuno: dalle Istituzioni, da tutte le forze politiche che le rappresentano, dal corpo sociale della città.

Fatevene una ragione: potete continuare a provocare quanto volete, qui non passerete mai.

Il Sindaco di Monterotondo Città Medaglia d’argento al Valor Militare”.

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