L’obiettivo è la riqualificazione ambientale e la stabilizzazione dei terreni per contrastare i fenomeni franosi che colpiscono il versante.
Un’opera ambiziosa per la quale il Ministero dell’Interno ha concesso qualcosa come un milione di euro finanziati dall’Unione Europea.
Ma a 4 mesi dall’inizio dei lavori è avvenuto quello che molti abitanti prevedevano: la scarpata da mettere in protezione è crollata sotto i violenti nubifragi dell’inverno 2026.



Un’altra immagine della frana di Percile
Conseguenza: la trattoria sottostante la scarpata ha chiuso per motivi di sicurezza.
Accade nel comune di Percile, piccolo borgo della Valle dell’Aniene compreso all’interno del Parco Regionale dei Monti Lucretili, con meno di 200 residenti, per la maggior parte in età avanzata, dove il 15 settembre 2025 l’amministrazione comunale ha consegnato alla ditta “Codiber Srl” di Carsoli i lavori di sistemazione idrogeologica in località “Giardino” versante franoso di via Umberto I e “Morgia della Roncona”, un intervento finanziato per 999,272 euro e realizzato dall’impresa appaltatrice per una somma complessiva pari a 609.700 euro.



L’architetto Claudio Giustini, dal 2020 sindaco di Percile
Si tratta di interventi finalizzati alla messa in sicurezza del territorio e alla mitigazione del rischio di frane, progettati dall’ingegner Alessandro Cocco ed eseguiti con la direzione lavori dell’ingegner Aldo Tedeschi, sotto il coordinamento del responsabile del Progetto, l’architetto Claudio Giustini, il 65enne attuale sindaco eletto il 20 Settembre 2020 con la lista civica “Per il Futuro di Percile”.
Interventi inseriti nel quadro più ampio delle attività di messa in sicurezza del territorio del comune di Percile, che includono anche altre zone come località Ortaccia, Vignola e l’area del Canalone.
In particolare, i lavori da 609 mila euro prevedono la riprofilatura di parte delle scarpate con addolcimento del profilo e irrobustimento del versante, l’ingegneria naturalistica di presidio, la regimazione idraulica sulla parte a verde della scarpata rimodellata e la riqualificazione ambientale dell’area.
È prevista, tra le altre azioni, l’installazione di palizzate in legname a doppia parete per circa 110 metri lineari con un’altezza di circa 2 metri.



Uno scorcio dell’Agriturismo Carlini; sotto, il Fosso di Licenza



Fatto sta che al momento il cantiere è fermo dopo la frana di terra e calcinacci finiti all’interno del sottostante Fosso di Licenza, torrente noto per il sentiero delle cascate che scorre accanto all’Agriturismo Carlini.
Chiusa anche la trattoria realizzata all’interno dell’antico frantoio e fienile.
“Abbiamo paura dopo quello che è successo – spiega Scipione Carlini, 83 anni, padre della titolare dell’azienda Agricola, Maria Letizia Carlini – Terra e calcinacci sono crollati da un’altezza di circa cento metri, vengono giù con una forza che non finisce mai e non potevamo rischiare.
Abbiamo segnalato all’amministrazione, ma nessuno muove un dito.
I lavori sono fermi, con lo stato di pericolo non possono fare niente.
Mi risulta che con un piccolo escavatore abbiano realizzato un camminamento che collega il paese ai campi sportivi su un tratto in cui precedentemente esisteva un sentiero adeguato per una persona.
Invece il camminamento è stato ampliato, su una base di terra anziché di roccia, con la pioggia la terra si è inzuppata ed è venuta giù, è franata”.
“Lavori inconcepibili – rincara la dose Scipione Carlini, ex Ufficiale dei carristi – finanziati perché in Italia nessuno verifica quanto rende un determinato finanziamento.
Ad esempio, spendere 800-900 mila euro per realizzare due campi da padel in un paese con 160 abitanti e vederci giocare tre persone del posto non è molto bello”.





























