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Il Lazio si conferma tra le regioni più dinamiche del panorama brassicolo nazionale. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai – associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti – i birrifici laziali hanno conquistato 11 riconoscimenti complessivi. La premiazione si è tenuta a Rimini durante Beer&Food Attraction e ha visto trionfare Birra dell’Eremo come birrificio dell’anno.
Il bilancio regionale parla di 3 medaglie d’oro, 3 argenti, 1 bronzo e 4 menzioni, a testimonianza di una qualità diffusa e di una presenza sempre più strutturata del movimento craft laziale, capace di distinguersi tanto sui percorsi più innovativi quanto su interpretazioni tecniche solide e riconoscibili. Tra i podi spiccano le tre medaglie d’oro conquistate da Jungle Juice Brewing di Roma, vincitore nella categoria delle strong ale d’ispirazione angloamericana (Barley Wine, Old Ale), da Hilltop Brewery di Bassano Romano, primo classificato nella categoria delle birre affumicate e torbate, e da Ritual Lab di Roma, che si è imposto nella categoria Extraordinary Ale / Extraordinary Lager. Agli ori si aggiungono tre medaglie d’argento, ottenute da Jungle Juice Brewing nella categoria delle birre affinate in legno, da Eastside Brewing di Latina nella categoria American Porter / American Stout e da Ritual Lab nella categoria Sour Farmhouse / Sour Ale. Completa il quadro dei podi il bronzo conquistato da Eastside Brewing nella categoria delle birre con uso di spezie.
Accanto alle medaglie, arrivano quattro menzioni che confermano la qualità diffusa del territorio: Ritual Lab con Barrelborn Coffee Edition e con Papanero Maple Syrup & Bourbon Ba, Eastside Brewing con Baciami Ancora nella categoria dedicata ai cereali speciali e Free Lions Beer di Tuscania con Edgar Allan Pone nella categoria delle birre con frutta. Nel complesso, il risultato laziale racconta una regione capace di competere su stili molto diversi tra loro: dalle produzioni affinate in legno alle affumicate, dalle sour alle interpretazioni più libere e innovative, con una vitalità che coinvolge Roma e le province. “Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”. |

Lazio protagonista a “Birra dell’Anno 2026”
Tre ori e 11 riconoscimenti per i birrifici regionali
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