GUIDONIA – Colleverde, la piscina comunale intitolata a Gianluigi Marini

Presente il sindaco Mauro Lombardo, a scoprire la targa è stata la mamma dell'ex Consigliere comunale e Presidente di Circoscrizione scomparso nel 2019 a soli 48 anni

Con l’apposizione di due targhe ieri pomeriggio, giovedì 23 febbraio, è stato dato seguito all’intitolazione a Gianluigi Marini, deliberata nel 2019, dell’impianto natatorio comunale di Colleverde, quartiere del Comune di Guidonia Montecelio.
Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Mauro Lombardo e l’assessore ai Lavori pubblici Mario Proietti. Per la famiglia, erano presenti la mamma Maria Giovanna Sidari, che ha scoperto la targa di intitolazione, il papà Stefano, la sorella Luisa e il fratello Sergio.
Un riconoscimento fortemente voluto dall’Amministrazione che, nella precedente consiliatura, l’ha approvato all’unanimità in Consiglio Comunale e in Giunta per “…la memoria dell’ex Consigliere Comunale che ha profuso un pluridecennale impegno volto allo sviluppo e alla crescita della città di Guidonia Montecelio e in particolare del quartiere di Colleverde, al miglioramento delle condizioni sociali dei suoi concittadini ed alla diffusione delle pratiche sportive, promuovendo un’efficiente gestione degli impianti sportivi nella disponibilità del Comune e la realizzazione di nuove strutture”.
Gianluigi Marini, per tutti Gigi, punto di riferimento per i cittadini di Colleverde, è venuto a mancare il primo gennaio 2019, quando un infarto gli ha spezzato la vita a soli 48 anni.
Ieri, giovedì 23 febbraio, Gigi avrebbe compiuto 52 anni. Ed è stata l’occasione per ricordare il massimo impegno profuso, da Presidente di Circoscrizione prima, da consigliere comunale poi.

Per vent’anni Gianluigi Marini aveva fatto politica attraverso il contatto e l’empatia coi cittadini al di là dell’appartenenza partitica, attraverso l’ascolto delle loro necessità, attraverso un controllo capillare del territorio.

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Nato a Roma il 23 febbraio del 1971, Maturità Scientifica, nel 1994 Marini era già iscritto all’allora Movimento sociale italiano prima e ad Alleanza Nazionale poi, ricoprendo diversi ruoli nelle organizzazioni giovanili.

Nel 1995 si candidò per la prima volta al Consiglio circoscrizionale di Colleverde e fu eletto con il maggior numero di preferenze a soli 24 anni Presidente. Era l’anno di Teresa Bonelli sindaco di Forza Italia, sostenuta e abbandonata dalla sua maggioranza.

Si tornò alle urne nel 1996 e Marini fu rieletto consigliere di circoscrizione mentre nel 1998 fu designato per la seconda volta Presidente durante la gestione del sindaco Ezio Cerqua.

Un vero e proprio “acchiappavoti”, tant’è che nel 2000 alla sua prima candidatura fu eletto in Consiglio comunale con ben 380 preferenze nella consiliatura del sindaco Stefano Sassano.

Preferenze che erano frutto di un’attività capillare sul territorio, in particolare sul suo quartiere, Colleverde, il più lontano e spesso dimenticato dall’amministrazione centrale.

Così se da Presidente di Circoscrizione “Gigi” Marini conquistò la fiducia dei cittadini, da consigliere comunale riuscì a ottenerne la conferma.

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Rieletto consigliere nel 2005 con Filippo Lippiello sindaco, confermato consigliere nel 2009 con l’amministrazione di Centrodestra di Eligio Rubeis, in quegli anni Colleverde ottenne tanto proprio grazie a Marini.

Il campo di bocce, la riqualificazione del parco di via Monte Gran Paradiso, l’auditorium dell’Istituto comprensivo “Eduardo De Filippo” e naturalmente la nuova piscina comunale di via Monginevro, solo per citare alcune delle opere pubbliche realizzate.

Così alle elezioni di giugno 2014 “Gigi” Marini – passato in Forza Italia – sbancò letteralmente con 1215 voti in ticket con l’attuale consigliera comunale della Lista civica “Il Biplano” Veronica Cipriani (1202 preferenze), figlia del compianto amico fraterno Ernelio, vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, allo Sport e al Demanio, scomparso l’8 agosto 2015.

Dimessosi dalla carica di consigliere a maggio 2016, da allora “Gigi” Marini si era ritirato a vita privata, dedicandosi alla famiglia, al lavoro all’Unire (Unione nazionale incremento razze equine) e alla gestione di un asilo nido a Colle Fiorito.

La politica attiva l’aveva abbandonata, almeno quella all’interno dei partiti, e avrebbe voluto ripartire dal “civismo”, ma soprattutto dal confronto diretto coi cittadini.

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