L’obiettivo è discutere il rinnovo del contratto integrativo di secondo livello, scaduto da tempo. Per questo sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione i circa 200 lavoratori di Leroy Merlin di Roma e provincia.
E’ quanto emerge da una lettera inviata alla redazione del quotidiano on line Tiburno.Tv in cui esprimono disappunto e frustrazione lanciando una richiesta di supporto per il rinnovo del Contratto Integrativo alle organizzazione sindacale CGIL-CISL-UILTUCS.
I lavoratori lamentano il mancato accordo sul contratto con l’azienda in previsione dell’ultimo incontro fissato per il prossimo 28 marzo.
“Durante i vari tavoli di discussione, abbiamo portato all’attenzione numerosi punti cruciali per migliorare le nostre condizioni lavorative, che attualmente sono al minimo sindacale”, scrivono i dipendenti.
“La nostra impressione – proseguono – è che la contrattazione sia stata chiusa già al secondo incontro, e che i successivi tavoli di discussione non abbiano portato a cambiamenti concreti, riducendosi a un semplice copia-incolla per arrivare rapidamente alla firma del rinnovo senza soddisfare le richieste fondamentali dei lavoratori”.
Nella lettera i dipendenti Leroy Merlin elencano le richieste formulate all’azienda:
– L’introduzione dei buoni pasto, che sono detraibili per l’azienda, a beneficio dei lavoratori.
– Il riconoscimento dell’indennità tuta, pari a 2,50 euro al giorno, considerando che tutte le spese relative alla manutenzione delle divise aziendali (acqua, luce e detersivo) sono a carico dei lavoratori.
– L’elaborazione di un mansionario dettagliato per ogni figura lavorativa, poiché quello previsto dal CCNL di riferimento risulta essere troppo generico e non rispecchia le reali mansioni svolte nei punti vendita.
– L’introduzione di welfare aziendale, che al momento risulta praticamente inesistente.
– L’introduzione di una politica più equa di premi di progresso, che negli ultimi anni è stato eliminato in numerosi punti vendita.
Le rimostranze riguardano anche la gestione della cassa integrazione parziale con pagamento dopo 90 giorni durante la pandemia, quando il prelievo dell’importo fu bloccato rendendo ancora più difficile una situazione già complessa.
Secondo la lettera alla redazione, nel corso dell’ultimo incontro, l’azienda avrebbe anche annunciato la chiusura di un Brico Center in Sardegna e l’apertura di un nuovo punto vendita Leroy Merlin sempre nella stessa regione, senza prevedere il ricollocamento dei lavoratori presso la nuova sede.
“I principi fondamentali che l’azienda sostiene di seguire sono: volere, sapere, potere e avere, basati sulla condivisione – termina la lettera firmata dai lavoratori Leroy Merlin – Tuttavia, ci chiediamo cosa significhi realmente “mettere le persone al centro” se, nella pratica, ciò si traduce nel lavorare per un salario al minimo storico senza alcuna attenzione al benessere reale dei collaboratori”.