SUBIACO – Un pensionato al comando della Polizia Locale, i grillini: “Ritirare il bando”

Comunicato stampa del Meetup Sublacense e Valle dell'Aniene Amici del M5S

In riferimento all’articolo SUBIACO – La Polizia Locale cerca un pensionato per Comandante, dal Meetup Sublacense e Valle dell’Aniene Amici del M5S riceviamo e pubblichiamo:

“Esprimiamo forte preoccupazione politica e istituzionale in merito alla procedura comparativa indetta dal Comune di Subiaco per il conferimento dell’incarico di Responsabile del Settore Polizia Locale a un dipendente pubblico collocato in quiescenza.

Dalla lettura del bando e, in particolare, del profilo professionale previsto, emerge un quadro che va ben oltre un incarico temporaneo di supporto: al soggetto individuato verrebbero attribuite piena autonomia gestionale, responsabilità complete dei procedimenti, responsabilità di risultato, direzione dell’unità organizzativa, funzioni di programmazione, pianificazione, controllo, nonché poteri riconducibili all’art. 107 del TUEL.

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Tali elementi configurano, sotto il profilo sostanziale, un ruolo apicale strutturale, assimilabile a quello di un dirigente o responsabile di settore interno all’ente.

Questo approccio solleva seri interrogativi politici e amministrativi, soprattutto in un Comune sotto i 15.000 abitanti, dove la funzione di Comandante della Polizia Locale dovrebbe essere ordinariamente ricoperta da personale di ruolo, attraverso strumenti trasparenti e coerenti con i principi di buon andamento, imparzialità e rispetto delle regole sul reclutamento pubblico.

Desta inoltre perplessità il ricorso a un soggetto in quiescenza per l’esercizio di poteri gestionali e autoritativi, in un ambito – quello della sicurezza urbana – particolarmente delicato e centrale per la vita della comunità.

Riteniamo che l’Amministrazione avrebbe dovuto:

  • chiarire in modo inequivocabile la natura temporanea e non gestionale dell’incarico;
  • escludere l’attribuzione di responsabilità strutturali e decisionali;
  • privilegiare soluzioni ordinarie quali mobilità, convenzioni tra enti o procedure di reclutamento conformi.
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Alla luce di quanto sopra, chiediamo pubblicamente all’Amministrazione comunale:

  • di fornire chiarimenti puntuali sulla legittimità e sull’impostazione della procedura;
  • di spiegare perché si sia scelto questo strumento invece di percorsi ordinari;
  • di valutare l’opportunità di rivedere o ritirare il bando, nell’interesse della trasparenza e della tutela dell’Ente.

La sicurezza dei cittadini e il corretto funzionamento della Polizia Locale meritano scelte chiare, lineari e pienamente rispettose delle regole, non scorciatoie amministrative che rischiano di esporre il Comune a contenziosi e rilievi”.

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