Se lei diceva una parola sbagliata, erano botte.
E lo erano anche se stava zitta.
Se poi lei rifiutava di avere rapporti sessuali con lui, erano offese e altre botte.
E’ andata avanti così per svariati mesi, fino a quando lei è finita in ospedale e ha denunciato.
Per questo ieri, mercoledì 21 gennaio, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado a 4 anni e 2 mesi un 34enne originario della Guinea per maltrattamenti e lesioni personali aggravate ai danni della moglie, una connazionale trentenne.
Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Sergio Umbriano e Matteo Petrolati – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli condannando l’imputato alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Secondo la ricostruzione dei magistrati la vicenda si è consumata nel quartiere Empolitano di Tivoli, dove la giovane coppia africana si era stabilita prima della nascita del loro primogenito a dicembre 2023.
La storia di soprusi e violenze emerse l’8 maggio 2024, quando la donna finì al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli per le botte prese e per farsi medicare le lesioni subite e giudicate guaribili in 7 giorni di prognosi.
A quel punto la donna, nel frattempo diventata mamma, rivelò che gli atti di sopraffazione fisica e morale da parte del marito erano iniziati almeno da dicembre 2022.
Come tutte le volte che la chiudeva in casa e non le dava alcuna disponibilità di denaro.
La donna – costituitasi parte civile nel processo concluso ieri – ha raccontato di maltrattamenti sistematici, di insulti e minacce ripetute, anche quando era in stato di gravidanza, picchiata ogni due settimane, soprattutto perché lei non voleva avere rapporti sessuali con lui.
Ad esempio, all’inizio del 2023 il 34enne guineano l’avrebbe picchiata sulla schiena utilizzando il filo del telefono perché si era rifiutata di avere un rapporto sessuale.
In una occasione le botte erano arrivate per un altro motivo: lui l’aveva chiamata e lei non aveva risposto, per cui l’uomo la raggiunse in bagno e le mise le mani al collo dicendole che un giorno l’avrebbe uccisa.
In un caso lui l’avrebbe picchiata soltanto perché lei aveva spostato un ventilatore.
Verso la fine di aprile 2024 dopo averla insultata chiamandola “bestia” e “stupida”, l’uomo avrebbe minacciato la moglie dicendole che avrebbe detto alla sua famiglia che lei aveva avuto rapporti sessuali prima del matrimonio, dopodiché l’avrebbe afferrata per la testa e picchiandola sui glutei.
In altri casi lui l’avrebbe picchiata e chiusa in casa appropriandosi del suo telefono, inducendola a fuggire.
Ieri il Tribunale di Tivoli ha condannato il 34enne guineano a risarcire i danni alla ex moglie in un separato giudizio civile e a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 4 mila euro, oltre a 2.028,13 euro a favore dello Stato per le spese di costituzione di parte civile.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.




























