GUIDONIA – Operaio morto alle cementerie: disposta l’autopsia

Il 57enne sarebbe stato soffocato sotto un cumulo di polvere

Si chiamava Diego Palladino, classe 1968, originario di Lagonegro e residente a Lauria, in provincia di Potenza, dipendente della “Morino Srl”, una ditta con sede in provincia di Cuneo specializzata nella pulizia industriale.

 

Diego Palladino, l’operaio morto alle cementerie Buzzi-Unicem di Guidonia

E’ l’operaio deceduto ieri pomeriggio, lunedì 2 febbraio, presso lo stabilimento Buzzi-Unicem di Guidonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Per chiarire le cause del decesso la Procura della Repubblica di Tivoli ha disposto il trasferimento della salma presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università “La Sapienza” di Roma per gli accertamenti autoptici.

Sul caso indagano i carabinieri della Tenenza di Guidonia che ieri pomeriggio verso le ore 18 sono intervenuti nello stabilimento insieme agli ispettori dello SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) della Asl Roma 5.

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line Tiburno.Tv, la tragedia è avvenuta verso le ore 17,30.

Diego Palladino era impegnato nella pulizia dei filtri all’interno di un silos del cosiddetto “Reparto Crudi”, ambienti considerati sospetti di inquinamento da polvere di cemento.

Per cause in corso di accertamento, l’operaio è stato travolto da un cumulo sovrastante di farina di cemento e intrappolato nella polvere per circa 3, 4 minuti, il tempo di reazione necessario ai colleghi per estrarlo.

I primi ad intervenire è stata un’equipe del 118 che ha tentato di rianimare Diego Palladino, ma le operazioni si sono rivelate inutili.

Su disposizione della Procura di Tivoli l’area è stata sequestrata.

Sono in corso accertamenti da parte degli ispettori dello SPreSAL finalizzati a verificare eventuali violazioni delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Vale la pena evidenziare che la Buzzi Unicem ha appaltato alla “Morino Srl” i lavori di pulizia dei filtri del Reparto Crudi, pertanto le indagini dovranno inizialmente verificare la documentazione, a cominciare dal cosiddetto Documento di valutazione dei rischi delle interferenze, e successivamente il rispetto dei dispositivi di sicurezza.

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