ROMA EST – “Cruda” e “cotta”: 7 spacciatori di cocaina catturati dai Falchi

Blitz della Squadra Mobile nelle periferie

Dai lucchetti metallici posti a protezione di cancelli trasformati in micro-depositi di stupefacente alle strategie di “marketing” dei pusher che agiscono in coppia, in postazioni diverse, per modulare l’offerta in base al target dei clienti.

E’ la fotografia dello spaccio “a cielo aperto” catturata dai Falchi della Polizia di Stato nella periferia nord-est della Capitale, che plasma le “dinamiche delle piazze” calibrando nascondigli, dosi e tipologie di sostanza sulle richieste del mercato.

Secondo un comunicato stampa diffuso dalla Questura di Roma oggi, mercoledì 11 febbraio, sono 7 i pusher neutralizzati negli ultimi tre giorni dagli uomini della VI Sezione della Squadra Mobile tra il Quarticciolo, Tor Bella Monaca, il quartiere Don Bosco e la Borgata Fidene.

Mimetizzandosi tra gli immobili di edilizia popolare e le zone verdi circostanti, i Falchi hanno documentato le loro strategie, che spaziano dalle tecniche più tradizionali fino a soluzioni più innovative studiate per aggirare i controlli o per calibrare l’offerta a seconda del target clientelare.

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Così, tra viale dell’Archeologia e la zona del cosiddetto “Ferro di cavallo”, sono finiti in manette i primi 4 pusher, che agivano in coppia posizionandosi in postazioni “pre assegnate” per differenziare l’offerta di vendita alla piazza.

I primi due si erano divisi tra la strada -dove il punto di riferimento era individuato in un cassonetto dell’immondizia- ed i ballatoi degli immobili di edilizia popolare.

L’uno, un trentaduenne tunisino, gestiva le cessioni di hashish; l’altro, un ventiseienne rumeno, riforniva la piazza di cocaina.

Tra le dosi che avevano al seguito e quelle nascoste nell’androne di un condominio, nelle tubature e nell’intercapedine del muro, sono stati recuperati e sequestrati 12 involucri di hashish e circa 400 dosi di cocaina, oltre a 500 euro in contanti, ritenuti presumibile provento degli “incassi” giornalieri”.

La stessa strategia di marketing è stata fotografata dai Falchi poco dopo, nelle fasi di ricezione ed indirizzamento della clientela da parte di una altra coppia di pusher, che si ripartiva la “pubblicizzazione” della cocaina “cruda” e “cotta” a seconda delle richieste degli acquirenti.

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Per entrambi sono scattate le manette ed il sequestro delle dosi, complessivamente pari a 28.

Un sistema minuzioso e quasi invisibile ad occhio nudo è quello, invece, scoperto dai Falchi nella Borgata Fidene.

Il pusher “ingegnoso” è un quarantacinquenne di origini filippine, che offriva sul mercato cristalli di shaboo prelevati di volta in volta da un micro-deposito ricavato da un lucchetto metallico posto a protezione di un cancello.

Gli ultimi due arresti sono poi scattati tra il Quarticciolo e Prima Porta, dove i pusher sono stati intercettati nel momento del classico scambio droga-denaro e a bordo di una auto, in “modalità delivery”.

Entrambi sono ora gravemente indiziati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al loro seguito sono stati rinvenuti e sequestrati altri 60 involucri tra hashish e cocaina.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.

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