Violentò la studentessa e l’abbandonò esanime tra la neve: condannato a 8 anni

Quando giovedì sera 31 gennaio il giudice del Tribunale de L’Aquila Giuseppe Grieco ha letto la sentenza il 22enne e i suoi familiari hanno abbandonato l’aula, mentre tra i banchi della parte civile la 21enne tiburtina vittima dello stupro è rimasta fino alla fine, protetta da uno stuolo di donne, molte delle quali apprtenenti al centro Antiviolenza aquilano.
A Francesco Tuccia il collegio presieduto da Giuseppe Grieco e composto da Italo Radoccia e Carla Ciofani ha riconosciuto le attenuanti generiche, ma lo ha condannato anche alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella dell’interdizione legale per la durata della pena principale inflitta.
I giudici, inoltre, hanno condannato l’imputato al risarcimento dei danni cagionati alle parti civili, da liquidarsi in separato giudizio.
L’ex militare dell’Esercito è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 50 mila euro in favore della studentessa di Tivoli ed altri 2 mila al Centro Antiviolenza per le Donne dell’Aquila, parte civile nel giudizio. I legali di Tuccia si dicono fiduciosi e annunciano ricorso in Appello confidando in uno sconto di pena, tanto più che l’accusa più grave – quella del tentato omicidio – è caduta.
La notte della brutale violenza sessuale la giovane, che oggi non studia più all’università de L’Aquila, fu abbandonata da Tuccia tra la neve seminuda e in un lago di sangue fuori la discoteca “Guernica” di Pizzoli. Fu salvata dall’intervento di Pino Galli, uno degli addetti alla sicurezza, che dopo averla soccorsa, allertò 118 e 112.

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