La maggior parte di loro proveniva dalle vicine regioni del centro Italia, Abruzzo e Marche in particolare. Spesso, oltre al lavoro nelle fornaci, queste persone andavano a coltivare i vigneti che in quegli anni ricoprivano le colline di Monterotondo
In che cosa consisteva il suo lavoro alle fornaci?
Nelle fornaci cerano varie mansioni. Io, oltre a fabbricare mattoni, ero specializzato nel riparare gli utensili da lavoro come stampi di metallo e pinze
In quali condizioni lavoravano gli operai allinterno delle fornaci?
Il lavoro era duro e faticoso, i diritti per i lavoratori erano inesistenti. Ogni turno durava circa otto ore. Ci pagavano poco e la maggior parte del ricavato andava al proprietario
Le è mai capitato un incidente sul lavoro?
Sì, gli incidenti capitavano spesso
a causa della scarsa vigilanza o, addirittura, per problemi ai forni che a volte crollavano sui lavoratori
Come era Monterotondo negli anni Sessanta?
Negli anni 60 Monterotondo era solo una piccola cittadina industriale, comprendeva circa 20 fornaci, ognuna delle quali dava lavoro a circa 200 operai. Allo Scalo cerano ancora poche abitazioni, soprattutto cerano medie e piccole industrie disposte intorno al percorso della Salaria e della ferrovia
Cosa ne pensa del cambiamento della nostra città negli ultimi cinquantanni?
In tutti questi anni laumento della popolazione a Monterotondo, ed allo Scalo in particolare, è stato notevole. Sono state edificate molte aree residenziali, sono stati potenziati i collegamenti stradali e ferroviari con Roma e con i centri limitrofi. Trovo positivo tutto questo sviluppo, ora è più facile spostarsi per andare a lavorare o a studiare, ci sono molti più servizi e, soprattutto, ci sono più vigilanza e maggiori diritti per i lavoratori.
Flamina Martini, classe II A
SMS Cardinal-Piazza, Monterotondo