Lotta alla dispersione scolastica
È questo l’ambizioso obiettivo che si pone l’Italia, paese al di sopra della media europea con punte del 30% al Sud. Questo significa pensare ad una nuova stagione in presenza.
Insomma basta Dad, anche perché l’ultimo rapporto Unicef restituisce una cifra impietosa: per 168 milioni di bimbi in tutto il mondo le scuole sono state chiuse quasi un anno intero per il lockdown.
Come fare per riportare i nostri ragazzi in classe? Due i nodi principali da sciogliere, quello dei trasporti e degli spazi mai trovati per garantire il distanziamento negli istitut.i
Ma da noi si pone un’altra questione, la riduzione del 15% dei neets, i ragazzi che non studiano e non lavorano, problema accentuato in Italia e aggravato dalla pandemia. I danni sul sistema educativo e di passaggio al mondo del lavoro sono evidenti in tutti i Paesi, è come uscirne ora è idea condivisa: massicci investimenti per non lasciare indietro nessuno. Una sfida che trova sponda nelle risorse del Pnrr appena confermate all’Italia tra cui 1,5 miliardi per sanare le divergenze territoriali e altrettanti su asili nido e scuola a tempo pieno.





























