Mercoledì 17 dicembre si è svolto un incontro tra i rappresentanti di Rifondazione Comunista, del Coordinamento Marcia della Pace Tivoli-Guidonia e una delegazione della comunità palestinese, tra cui Zaed Saber, Ahmad Mansur e Othman Qadan di Guidonia, rappresentanti della neonata associazione culturale “Il Faro d’Oriente”, insieme a Mohammed Samara di Villa Adriana.
All’ordine del giorno, la condizione dei palestinesi giunti in Italia.



“Dall’incontro è emersa una verità brutale che le istituzioni italiane tentano di camuffare – si legge in un comunicato firmato dal Partito della Rifondazione Comunista – Circoli di Tivoli e Guidonia e dal Coordinamento Marcia della Pace Tivoli-Guidonia – la condizione dei palestinesi giunti in Italia, in particolare dei gazawi, non è quella di ospiti assistiti, ma di persone intrappolate in un limbo volto a recidere ogni legame con la propria Terra.
Un “lavaggio di coscienza” istituzionale.
Esprimiamo una condanna ferocissima verso il Governo e le istituzioni. L’attuale gestione dei profughi appare come una squallida operazione di facciata per ripulire le coscienze di chi resta a guardare il massacro di Gaza.
* Il ricatto dell’esilio: Denunciamo la prassi di imporre la richiesta di “rifugiato politico”, di “richiedente asilo” un dispositivo burocratico che di fatto implica la rinuncia al diritto al ritorno. È un meccanismo che avalla la strategia di svuotamento della Striscia di Gaza, un aiuto che assomiglia tragicamente a una deportazione programmata.
* L’abbandono dello Stato: I circa 350 gazawi presenti tra Roma e provincia sono abbandonati in condizioni materiali inaccettabili, senza una reale assistenza economica, un aiuto all’integrazione, un supporto per tutto il percorso burocratico; sono lasciati nell’invisibilità burocratica e nell’indigenza quasi totale.
Appello a tutte le forze politiche e sociali per creare un fronte comune
Davanti a questo scempio non basta la denuncia, serve l’unità. Per questo, Rifondazione Comunista e il Coordinamento della Pace annunciano l’avvio di una vasta collaborazione operativa che coinvolga tutte le forze politiche, sindacali e sociali del territorio di Tivoli e Guidonia che intendono schierarsi concretamente”.
L’obiettivo comune è:
* Sostenere l’associazione “Il Faro d’Oriente”: Fornire assistenza economica e morale ai 350 gazawi presenti sul territorio provinciale sopperendo alle mancanze criminali delle istituzioni.
* Mobilitazione Permanente: Organizzare iniziative unitarie per esigere un’accoglienza che non sia sradicamento e per denunciare le condizioni di vita inaccettabili dei profughi.
* Pressione Istituzionale: Chiedere verità e dignità per chi è fuggito dalla guerra e oggi si ritrova prigioniero della burocrazia italiana.
L’accoglienza senza diritti e senza prospettiva di ritorno non è solidarietà, è partecipazione alla cancellazione di un popolo.
Facciamo appello a tutte le realtà democratiche: uniamoci per dare risposte dove lo Stato ha deciso di fallire”.




























