CASTELNUOVO DI PORTO - Falciata davanti alla stazione: il giudice ordina il processo per l’automobilista

Per la morte di Filomena Baglivo la Procura di Tivoli ha richiesto l’archiviazione per due volte

Si chiamava Filomena Baglivo, era originaria di Valmontone e residente a Castelnuovo di Porto.

La sua vita è stata spezzata all’età di 66 anni il 15 febbraio 2023 mentre alle 6,30 del mattino attraversava la via Flaminia.

Da allora sono trascorsi tre anni, durante i quali i familiari hanno chiesto verità e giustizia col risultato di assistere per due volte alla richiesta di archiviazione del caso da parte della Procura di Tivoli.

Tuttavia la morte di Filomena Baglivo non finirà nel dimenticatoio.

Giovedì 29 gennaio il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli Raffaele Morelli ha ordinato alla Procura di formulare nel termine di dieci giorni l’imputazione coatta per il reato di omicidio colposo nei confronti di Andrea B., un italiano 50enne residente a Morlupo al volante della Fiat Punto diretta a Roma che travolse la donna davanti alla stazione di Castelnuovo di Porto.

Il Gip ha accolto l’opposizione presentata dall’avvocato Pietro Nicotera, legale di parte civile della famiglia della vittima, contro la seconda richiesta di archiviazione da parte della Procura di Tivoli, dopo tre anni di indagini convinta “che gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna, non essendo emersa con certezza l’esatta dinamica del sinistro”.

Il Giudice Raffaele Morelli ha invece riconosciuto che al termine delle indagini integrative, per la seconda volta il Consulente tecnico nominato dalla Procura per ricostruire la dinamica ha ribadito la sussistenza di una responsabilità, anche concorsuale, del conducente.

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L’incidente stradale avvenne verso le 6,30 del 15 febbraio 2023 all’altezza del civico 5 di via Flaminia, davanti alla stazione ferroviaria di Castelnuovo, un tratto di strada in cui vige il limite dei 50 chilometri orari già noto per la sua pericolosità (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Filomena Baglivo stava attraversando la via Flaminia poco distante dalle strisce pedonali, quando fu investita dalla Fiat Punto diretta a Roma.

Le condizioni della donna erano apparse subito disperate, i sanitari tentarono a più riprese le manovre rianimatorie, ma fu tutto inutile: il cuore della 66enne cessò di battere sul posto a causa delle ferite riportate.

Il conducente fu sottoposto dai carabinieri agli accertamenti su tasso alcolemico e uso di sostanze stupefacenti e l’esito fu negativo.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, sostenuta anche dalla testimonianza di un passante, Filomena Baglivo aveva appena iniziato ad attraversare la via Flaminia dalla corsia direzione Morlupo alla corsia dove ha sede la Stazione Ferroviaria di Castelnuovo di Porto.

Un’ipotesi che secondo il consulente cinematico della Procura avrebbe consentito al conducente della Fiat Punto di evitare l’impatto in quanto il pedone poteva essere notato circa 3,7 secondi prima del punto d’urto ad una distanza di 38,77 metri.

Tuttavia lo stesso consulente nella perizia ha tracciato anche una seconda ipotesi, quella per cui Filomena Baglivo attraversasse dalla stazione all’altra corsia.

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Da qui, la prima richiesta di archiviazione del caso in quanto non sarebbe stato possibile esercitare l’azione penale non essendo emersa con certezza l’esatta dinamica del sinistro.

Secondo la Procura, non ci sarebbe stata prova dell’esatto punto e direzione di attraversamento della vittima, per cui non sarebbe possibile scartare l’opzione secondo la quale, avendo la 66enne attraversato in direzione centro abitato, stando alla consulenza, il conducente non avrebbe potuto evitare l’impatto.

Una conclusione contestata dall’avvocato Pietro Nicotera che ha evidenziato come la donna in realtà attraversava la Flaminia in direzione stazione ferroviaria, ipotesi in cui anche secondo il consulente ci sarebbe una responsabilità del conducente.

Per questo il 17 luglio 2024 il giudice Morelli aveva ordinato un supplemento di indagine mediante richiesta di chiarimenti al consulente tecnico nominato dalla Procura per ricostruire la dinamica (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Secondo la Procura, anche stavolta non sarebbero emersi elementi.

Secondo il giudice, invece, il consulente della Procura ha confermato che Filomena Baglivo attraversava la Flaminia per raggiungere la Stazione, come ipotizzato fin dall’inizio dai carabinieri e raccontato dal testimone.

Il giudice ha infine evidenziato che all’automobilista è stata pure elevata una sanzione amministrativa per violazione della regola cautelare prevista dal codice della strada: pertanto il caso merita il vaglio dibattimentale.

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