MONTELIBRETTI – Primo piano abusivo: il Comune demolisce a spese dei proprietari di casa

Una storia lunga vent’anni

E’ una storia lunga vent’anni passata in tutte le aule di giustizia.

Una coppia realizza un piano abusivo sulla casa costruita con regolare concessione edilizia, il Comune di Montelibretti blocca i lavori, i Tribunali amministrativi e penali gli danno ragione, quindi diventa proprietario dell’opera e ora la butta giù.

Lo stabilisce l’ordinanza numero 6 – CLICCA E LEGGI L’ORDINANZA – firmata mercoledì 4 febbraio dal dirigente dell’Ufficio Tecnico Gabriele Seghini.

Con l’atto viene ordinata la demolizione delle opere edilizie abusive a cura e spese del Comune di Montelibretti mediante l’affidamento dell’esecuzione ad una ditta specializzata, addebitando ai proprietari della palazzina – una coppia italiana di 65 anni lui e di 56 anni lei – le spese sostenute, comprensive di oneri tecnici, amministrativi e di smaltimento materiali.

L’iter ebbe inizio il 17 giugno 2008, quando il Comune di Montelibretti emise a carico dei coniugi

l’Ordinanza di demolizione numero 93 per aver realizzato un tetto a due falde di copertura ultimo solaio al secondo piano, in difformità del progetto autorizzato delle dimensioni di circa 76 metri quadrati in difformità della Dia del primo marzo 2007.

A distanza di circa 8 mesi – era il 06 febbraio 2009 – la Polizia Locale accertò che le opere abusive non era state demolite, per questo il 26 novembre 2010 l’amministrazione ordinò l’acquisizione gratuita al patrimonio dell’abuso e dell’area di sedime, ma l’immissione in possesso c’è stata soltanto lo scorso 3 febbraio 2026.

Nel frattempo i coniugi sono stati condannati dal Tribunale di Tivoli per abuso edilizio in quanto le opere realizzate richiedevano un permesso di costruire: i giudici hanno accertato che la coppia non si era limitata al rifacimento del tetto, come previsto dalla DIA presentata, ma aveva realizzato una volumetria sfruttabile a fini residenziali, innalzando le quote di circa 40 centimetri.

Insomma, secondo i giudici era stata realizzata un’opera “nuova” – considerato l’incremento volumetrico ed il mutamento della destinazione d’uso – e, come tale, richiedeva il rilascio del permesso di costruire, per cui non poteva, certamente, parlarsi di difformità dalla DIA.

Di conseguenza non era consentita la “fiscalizzazione”.

I Vigili Urbani e gli altri agenti della forza pubblica sono incaricati dell’esecuzione dell’ordinanza, trasmessa alla Prefettura, alla Regione e agli organi di polizia giudiziaria competenti.

Per evitare demolizione i proprietari possono presentare ricorso giurisdizionale al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notifica oppure Ricorso Straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla sua notifica.

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