MENTANA - Lei denuncia la violenza, ma non si presenta al processo: imputato assolto

Il 39enne romeno era accusato di aver tentato l'abuso sessuale

Ai carabinieri raccontò di essere stata malmenata e trascinata in una strada buia per essere abusata. Ma non si è mai presentata in aula per riferire i fatti davanti ai giudici.

Per questo ieri, mercoledì 26 febbraio, il Tribunale di Tivoli ha assolto con formula piena dalle accuse di tentata violenza sessuale e violenza privata Ionel D., romeno di 39 anni attualmente detenuto per altra causa.

Il Collegio presieduto da Nicola Di Grazia – a latere i giudici Sergio Umbriano e Matteo Petrolati – hanno condiviso la richiesta della Procura di Tivoli assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste.

 
 

La vicenda risale al 27 dicembre 2013, quando la presunta vittima – una romena oggi 44enne – si presentò presso la caserma dei carabinieri di Mentana per denunciare Ionel D.

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Secondo la versione della denunciante, il giorno precedente l’uomo aveva accompagnato a piedi la donna presso una famiglia mentanese per la ricerca di un lavoro da badante.

Al ritorno Ionel D. avrebbe colpito all’improvviso la 44enne con calci e pugni trascinandola in una strada di campagna buia e isolata, minacciandola di morte se non avesse assecondato i suoi desideri e sottraendole il telefono cellulare per impedire di chiamare aiuto.

Stando sempre al racconto della presunta vittima, Ionel D. le avrebbe tappato la bocca con una mano per non farla urlare e con l’altra mano avrebbe provato a spogliarla.

A quel punto la 44enne avrebbe reagito e la violenza non si consumò.

Il processo concluso ieri era iniziato nel 2016 e da allora la denunciante non si è mai presentata alle udienze e non ha mai fornito una giustificazione.

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Per questo la Procura aveva richiesto di basare il giudizio sulla querela presentata ai carabinieri nel 2013, trovando una ferma opposizione da parte del difensore di Ionel D., l’avvocato Massimo Rao Camemi di Roma.

“Un processo basato esclusivamente sulle dichiarazioni rese dalla persona offesa ai carabinieri – commenta l’avvocato Rao Camemi – Gli operanti identificarono il mio assistito, ma nei suoi confronti non è mai stata emessa una misura cautelare.

Alla presunta vittima è stata più volte notificata l’esistenza del procedimento penale, tuttavia non si è mai presentata rifiutando di sottoporsi al contraddittorio in aula”.

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