Nel ghetto ebraico di Roma era soprannominata “Elenuccia la matta”, ma il suo vero nome era Elena Di Porto, nata a Roma l’11 novembre 1912 e morta ad Auschwitz da deportata.
Allegra, spensierata, le piaceva il calcio, fumava e non disegnava menare le mani quando era necessario.


Come quando si avventò sulle camice nere che schiaffeggiavano un uomo ebreo e dopo una colluttazione fu arrestata e mandata al confino per anni come “ebrea pericolosa e antifascista”.



Da oggi, giovedì 29 gennaio, arriva nelle sale di tutta Italia “Elena del Ghetto”, il film diretto da Stefano Casertano e interpretato dall’attrice Micaela Ramazzotti. a gennaio 2025 girato nel Centro storico di Tivoli (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO)
Lo annuncia la Tibur Film Commission che ha collaborato al progetto per la gran parte delle scene raccontate.



Una scena girata nel Centro storico di Tivoli
“Piazze e vicoli, locali e case private di assoluta bellezza storica sono state le principali location che regaleranno forti emozioni nell’ammirarle sul grande Schermo – si legge in un comunicato stampa – A questo importante progetto cinematografico hanno collaborato come Attori Generici tantissimi Cittadini, tra cui anche minori che sono stati selezionati in precedenza nel casting organizzato in città, c’è stata la collaborazione di tante maestranze tiburtine per la costruzione delle scenografie e ancora una volta c’è stata la collaborazione attiva alle riprese, in vari reparti, di tanti studenti del territorio con il progetto “Alternanza scuola-lavoro”, convenzionato con il Liceo Scientifico Spallanzani, l’Istituto Sup.E.Fermi e l’istituto Professionale Tivoli Forma”.
“Questo ennesimo progetto – continua la Tibur Film Commission – dimostra la bellezza e la volontà delle produzioni di girare qui a Tivoli e nella Valle Aniene, di sceglierci come set che si prestano perfettamente alle storie raccontate, diventando co-protagonista l’ambientazione stessa.
Grazie a tutti i membri di Titanus Production, Masi Film e Rai Cinema per aver creduto nella potenzialità di Tivoli e dintorni fino ad arrivare a Castel Madama, come location giuste al racconto del proprio film”.




























