Con l’inaugurazione “in pompa magna” dello scorso 5 luglio, in molti pensavano ad una concreta, e reale, rinascita del Parco dell’acqua e del vino, a Prato Fiorito. Ma dopo il “taglio del nastro” effettuato direttamente dall’assessore alle Periferie e lavori pubblici di Roma Capitale, Paolo Masini, quello che resta è un quadro desolante composto da fontane rotte e colme di rifiuti, erba alta e degrado. Un polmone verde voluto fortemente dai residenti, lasciato in abbandono per oltre due anni e che è composto da sette ettari di vigna da cui si potrebbero ottenere 10mila bottiglie di vino all’anno.