Villaggio Prenestino – Il monolite resta al suo autore Francesco Visalli

La sua opera è diventata nota nella Capitale perchè installata “abusivamente” sull’aventino, a pochi passi da Circo Massimo. Una scelta che lo stesso Visalli racconta come “provocatoria, utile a dimostrare la scarsa attenzione di Roma sull’arte in genere e i suoi beni artistici, i più famosi al mondo”. Una protesta, quella di Visalli, che avrebe dovuto indignare “ancor di più”, cittadini e amministrazione, soprattutto per il fatto che l’artista ha dovuto auto denunciarsi, dopo due mesi, per “far accorgere chi di competenze che l’opera, fotografata dai turiste e addirittura segnalata su google maps, non doveva essere li”.

A sequestro avvenuto, Visalli aveva fatto intendere durante un’intervista a Repubblica “che piuttosto di vederla demolita l’avrebbe voluta vedere anche in periferia”. Parole che ha spinto il comitato di Villaggio Prenestino a fare formale richiesta alla sovrintendenza, la quale qualche settimana fa ha dato un “parere di massima favorevole alla donazione”. Peccato che l’ultima parola spetti proprio a Visalli, che spegne i sogni di un quartiere intero che vedeva nell’installazione del Monolite sul proprio territorio, “come una grande opportunità”. “ll problema è che con questi presupposti non ho nessuna intenzione di donare la mia opera che, vorrei ricordare, nasce con lo scopo di fare una provocazione al ‘sistema Roma’ – dice Visalli a Tiburno.tv –. La sovrintendenza ha definito il mio, un lavoro di ‘scarso valore e facilmente deteriorabile’, e che proprio per questo, dava il suo nulla osta nella donazione a questa scuola nella periferia est della Capitale – continua l’artista -. Un’offesa più per questi cittadini che per me, se ci pensate”. 

LEGGI ANCHE  TIVOLI – Ciak si gira, via del Colle blindata per la serie Netflix “Assassin’s Creed”

Il comitato di quartiere, da parte sua, fa ordine. Puntualizza le ragioni della sua richiesta, di com’è nata, e del fatto che prima della sovrintendenza hanno contattato direttamente lui. “Ed è per i nostri giovani che ci siamo attivati per portare nel quartiere questo manufatto – dicono attraverso un comunicato -, a loro ci siamo dedicati con l’idea che questo progetto potesse essere l’inizio di più attività di coinvolgimento per loro. Stavamo già fantasticando a quanto sarebbe stato bello poter organizzare esposizioni con le opere dei ragazzi accanto a quella di Visalli, contattare altri artisti emergenti dell’est romano e coinvolgerli in iniziative di street art”. “Un modo come già detto, di avviare un movimento artistico nella periferia e sollecitare l’opinione pubblica su tematiche come l’arte moderna o il capitale storico ed artistico che in una periferia come la nostra è totalmente dimenticato. Insomma – concludono -, siamo convinti che per l’autore saremmo potuti essere d’aiuto, un alleato, potevamo essere quelli che dovevano dare continuità alla sua protesta come da lui auspicato, e invece ha frainteso tutto”. “Mi sono sentito con il comitato e alla fine ci siamo chiariti in totale tranquillità – spiega Visalli -. Loro non hanno nessuna colpa e capisco le loro intenzioni, visto che la periferia di questa città non ha niente, ma ho preso la mia decisione”.

LEGGI ANCHE  MONTEROTONDO - "La giunta Varone vuole privatizzare i servizi di igiene ambientale": NO della Cgil

E dopo tutta questa storia, Francesco Visalli fa sapere che ha quindi scelto di allontanarsi da Roma per un po’. “Questa città, e i suoi preziosi beni artistici, sono nelle mani di gente che probabilmente non è all’altezza del compito”, conclude. E per Villaggio Prenestino ci saranno sicuramente altre occasioni.

Veronica Altimari

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.