Bullismo e cyberbullismo, come evitarli.
Castel Madama in prima fila contro le prevaricazioni tra gli adolescenti e le insidie del web.
Ieri, mercoledì 26 marzo, la lezione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. All’incontro soprattutto mamme su invito del sindaco Michele Nonni e dell’assessora alla pubblica istruzione Simona Moriconi in collaborazione con Francesco Oman, preside dell’istituto comprensivo Cavour.
Un momento del convegno tenutosi ieri nell’aula consiliare di Castel Madama
Consigli in pillole che puntano alla prevenzione. Il sovrintendente della Polizia di Stato Mauro La Mattina, esperto insieme al collega Carlo La Rosa della Squadra antiviolenza del commissariato di Tivoli, ha puntato proprio sulla vigilanza e la prontezza degli interventi.
Come?
“Dobbiamo avere accesso al cellulare dei nostri figli e controllare h24. Infatti è facile aggirare la security per quanto riguarda l’età. Vigilare significa monitorare eventuali prevaricazioni subite ma anche su eventuali contenuti inadeguati che possono esporre gli adolescenti a reati o al pericolo di assuefarsi a scene inadatte”.
La parola d’ordine insomma è la prevenzione che si ottiene “avendo accesso a tutta la loro sfera digitale. Altrimenti non vigiliamo”.
Altre dritte: conoscere le loro frequentazioni, controllare la posizione del cellulare dei propri figli ma anche invitarli di avere contatti solo con persone che si conoscono de visu.
“Se, per esempio, un ragazzo riceve la ricarica del cellulare da uno sconosciuto, quello è pericolo rosso”, avverte il sovrintendente.
Ma come prevenire in concreto, come intercettare eventuali malesseri legati al bullismo: “Quello che consigliano è farli parlare i nostri figli. Non mostrarsi giudicanti e dare loro fiducia. Se non parlano non ci raccontano”.
Per il tenente dei carabinieri Domenico Pantaleo, comandante del nucleo operativo dei carabinieri della compagnia di Tivoli, che, affiancato da un brigadiere della stazione, si è soffermato sulla minaccia del Cyberbullismo, la parola d’ordine è quella di intercettare il prima possibile qualsiasi criticità.
“Il Cyberbullismo non lascia troppe vie di fuga. Qui il ragazzo non può sfuggire – ha spiegato l’ufficiale – In classe, in palestra forse si può tentare di mettere un muro, ma sui social network non si può”.
“Il cyberbullsimo – ha specificato – puoì rivelarsi più rischioso, subdolo e pericoloso del bullismo. Vanno quindi valutati gli stati di ansia, lo stress di bambini e ragazzi ed intercettare i piccoli comportamenti anomali”.
Il parroco Don Angelo, tramite le parole del Papa, ha ricordato come ora sia più difficile educare, e poi ha invitato i genitori a valorizzare la diversità, il vero germoglio contro il bullismo e il cyberbullismo.
Da lui anche un altro avvertimento: “Le favole avevano il lupo per metterci in guardia. Ricordiamocelo sempre”.
All’incontro hanno partecipato anche la comandante della Polizia Locale di Castel Madama, Adelaide Di Maio, la vice presidente della Università Agraria di Castel Madama Sara Chicca, che ha già organizzato degli incontri a tema nella scuola media, e un dirigente della polisportiva Simone Strappaveccia.
Da lui una promessa: “Sul tema abbiamo già organizzato un corso coinvolgendo 300 ragazzi dei campi estivi. Lo riproporremo per i genitori. Hanno bisogno più loro”.
Da una mamma una domanda cruciale: “Ma quando iniziano i rischi?”.
“Non appena prendono il cellulare in mano”, la risposta di La Mattina.