PALOMBARA SABINA – A caccia di tordi col richiamo acustico: Guardia venatoria denunciata

Il 72enne romano beccato dai Carabinieri Forestali e dai volontari Lipu

I Carabinieri Forestali della stazione di Guidonia Montecelio e le Guardie Venatorie Volontarie della Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu) proseguono la campagna “Recall10”, un’attività di controllo e contrasto dei furbi che violano la normativa sulla caccia.

Così sabato 22 novembre, in località Pian della Selva, nelle campagne di Palombara Sabina, un 72enne italiano residente a Roma, Guardia Venatoria volontaria di “FederCaccia”, è stato denunciato per la violazione della legge 157/92 sulla protezione della fauna.

Secondo le prime informazioni raccolte dal quotidiano on line della Città del Nordest Tiburno.Tv, i militari insieme alle Guardie Venatorie Volontarie Lipu erano impegnati nella ricerca di cacciatori avvezzi a sparare a distanza ravvicinata alla fauna utilizzando uno strumento vietato dalla normativa sulla caccia come il richiamo acustico elettromagnetico, apparecchio che emette un suono attrattivo per i volatili.

Durante il controllo i Forestali e le Guardie Venatorie Lipu hanno avvertito il suono di un richiamo acustico elettromagnetico proveniente da un terreno aperto.

All’interno è stato sorpreso in flagranza il 72enne col fucile carico e in mano il richiamo acustico elettromagnetico in modalità “Tordo bottaccio”.

Pare che quando è stato fermato il pensionato ha mostrato ai militari il decreto regionale di Guardia Venatoria volontaria di “FederCaccia”, sostenendo che era impegnato in “bird watching”, un’attività di osservazione e riproduzione dei canti degli uccelli.

Una scusa che non ha retto in quanto è stato trovato in possesso di 4 tordi già abbattuti.

Per l’uomo è scattata la denuncia alla Procura di Tivoli e il sequestro del fucile calibro 12 con relative munizioni e richiamo illegale.

Gli uccelli sono stati sequestrati e donati alla parrocchia di San Giuseppe Artigiano a Villanova di Guidonia.

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Per la Guardia venatoria è scattata anche una sanzione amministrativa di 154 euro per la mancata annotazione degli uccelli abbattuti sul tesserino venatorio.

 

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