La Regione Lazio ha dato ufficialmente il via libera ai lavori di bonifica dell’ex discarica di rifiuti non pericolosi in località Inviolata a Guidonia.
Lo stabilisce la determina numero G 16143 firmata il 28 novembre Direttore della Direzione Regionale Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Wanda D’Ercole.
Con l’atto viene approvato il Progetto di variante della copertura superficiale definitiva, il cosiddetto capping, presentato da Eco Italia 87 s.r.l., quindi viene autorizzata la modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2009 sottoposta a revoca parziale il 26 luglio 2024.
Il via libera ai lavori fa seguito alla Conferenza di servizi conclusa positivamente il 21 luglio scorso con l’autorizzazione ad Eco Italia 87 di realizzare a proprie spese la copertura definitiva e impermeabile dei due invasi della ex discarica, chiusa dal 2014 (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
La discarica attualmente si presenta coperta da un telo provvisorio in LDPE, polietilene a bassa densità, su cui sono evidenti i numerosi pozzi di estrazione del biogas e del percolato.
L’area ricade esternamente al perimetro del Parco Naturale – Archeologico dell’Inviolata, parte della discarica a Sud ricade nella fascia di rispetto del sito archeologico.
Il progetto riguarda la modifica della struttura multistrato della copertura superficiale finale della discarica, la realizzazione di opere di regimazione delle acque meteoriche, la sistemazione dei pozzi di estrazione del biogas e del percolato.
Sono inoltre previste opere di consolidamento, interventi sulla viabilità interna e attività di ripristino ambientale, che comprendono la preparazione e rivoltamento del terreno di copertura, la semina del prato verde e la messa a dimora di arbusti autoctoni a gruppi sulle scarpate.
Con il progetto di variante, viene modificato il pacchetto di capping rispetto al progetto originario autorizzato dalla Regione Lazio, adeguandolo contestualmente alla normativa vigente e alle richieste.
L’autorizzazione ai lavori ha escluso definitivamente la possibilità di utilizzare la Fos (Frazione organica del secco) per il capping, come invece aveva richiesto Eco Italia 87, che avrebbe portato nuovo materiale proveniente dal ciclo dei rifiuti all’interno della ex discarica.
Il capping, quindi, sarà effettuato solo con terre naturali e prodotti altamente impermeabili non derivanti dal ciclo dei rifiuti.
Il progetto include inoltre la variazione della morfologia del capping determinata dai cedimenti con contestuale abbassamento delle quote sommitali e delle sponde dell’invaso;
la previsione di opere di consolidamento al piede del pendio lato Nord, mediante gabbioni riempiti
con pietrisco; l’utilizzo, laddove necessario, di geogriglie sulle sponde, stabilizzate con idonei picchetti in acciaio; la modifica della rete di regimentazione delle acque meteoriche.




























