Si chiama Braidich Johnny, soprannominato Silvio, è un membro della famiglia sinti dei Konalov, attualmente detenuto nel carcere di Frosinone.



A sinistra, l’autore della minaccia al sindaco; a destra, le ville abusive occupate dai sinti e demolite
Sarebbe lui l’autore del video di minaccia nei confronti del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri in seguito alla demolizione di due ville abusive di via Arechena, a Rocca Cencia, nella estrema periferia est della Capitale, avvenuta martedì scorso 28 ottobre (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Secondo il quotidiano “Repubblica”, Braidich Johnny avrebbe inviato la minaccia dall’interno dell’istituto penitenziario utilizzando un telefonino detenuto illegalmente. La polizia penitenziaria ha perquisito la sua cella e ha trovato lo smartphone attraverso il quale Braidich navigava sui Social con l’account “Silvio Silvietto”.
“Questo è per il sindaco e per la sua famiglia come ha buttato casa giù la nostra io butterò la sua tempo al tempo.
Lo Stato non mi fa paura”, sono le parole pronunciate nel video in cui l’uomo compariva con un fucile in mano (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Sul caso la Procura della Repubblica di Tivoli ha aperto un’inchiesta.
Venerdì sera, poco dopo le minacce social al sindaco Roberto Gualtieri, le forze dell’ordine hanno fatto un blitz nella zona di Valle Martella, dove si sono sistemate le famiglie sinti sgomberate dalle due ville abusive di via Arzachena demolite, considerate roccaforte dei clan e fortini per lo spaccio.
Le perquisizioni alla ricerca di armi hanno avuto esito negativo.



Il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri
Da venerdì pomeriggio tutto il mondo politico-istituzionale bipartisan ha espresso solidarietà al sindaco Roberto Gualtieri.
“Ringrazio tutte le persone, i rappresentanti delle Istituzioni, le forze politiche che mi hanno manifestato solidarietà e vicinanza – ha commentato il primo cittadino in una nota – Non ci faremo intimidire e andremo avanti, insieme a Prefettura, Questura, forze dell’ordine e tutti i cittadini onesti di Roma, per la legalità e la giustizia”.




























