Gli sferrò un pugno alla tempia talmente violento da tramortirlo e farlo stramazzare sul selciato, dove fu colpito con una scarica di colpi mortali.
Fu un omicidio volontario quello di Alessandro Castellaccio, il 40enne di Tivoli aggredito in strada a calci in faccia il 18 giugno 2023 e deceduto il 25 giugno 2023 al policlinico “Umberto I” di Roma dopo sei giorni di agonia (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Lo ha sancito ieri, giovedì 12 febbraio, la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione.
I supremi giudici hanno infatti rigettato i principali motivi di ricorso presentati dall’avvocato Giuseppe Squitieri di Roma, difensore di Ion Voicu, il 35enne romeno imputato in concorso col connazionale 51enne Mircea Nasaf e condannato l’8 maggio 2025 dalla Corte di Assise di Appello di Roma a 10 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio volontario.
Il Collegio presieduto da Monica Boni ha escluso le altre ipotesi di reato avanzate dal difensore, ovvero l’omicidio preterintenzionale e il concorso anomalo, confermando l’ipotesi formulata dalla Procura di Tivoli e sancita dalla Corte d’Assise prima e dalla Corte d’Assise d’Appello poi.
Ieri la Corte di Cassazione ha tuttavia riconosciuto a Ion Voicu una circostanza attenuante comune prevista dall’articolo 62 del Codice Penale italiano comma 2, ossia l’aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui: si tratta di una situazione che, se riconosciuta dal giudice, comporterebbe una riduzione della pena.
Pertanto la sentenza di secondo grado è stata annullata limitatamente a questa circostanza attenuante comune e rinviata alla Corte d’Assise d’Appello per un nuovo processo all’esito del quale decidere se riconoscerla o meno ed eventualmente rideterminare la pena a carico di Ion Voicu.
“Mi riservo di poter commentare la sentenza in modo approfondito una volta che saranno depositate le motivazioni – commenta l’avvocato Fabio Frattini di Tivoli – ma già oggi non posso non essere soddisfatto per una simile decisione nella parte in cui si è definitivamente riconosciuto che l’omicidio di Alessandro non è avvenuto per sbaglio ma è stato frutto di una precisa volontà”.
Ad oggi Ion Voicu è l’unico colpevole per la morte di Alessandro Castellaccio.



Mircea Nasaf è stato assolto per non aver commesso il fatto
Il 30 settembre 2025 la Corte di Assise di Roma nel processo di primo grado con rito ordinario celebrato nell’aula bunker del carcere di Rebibbia ha infatti assolto dall’accusa di omicidio volontario il 52enne romeno Mircea Nasaf per non aver commesso il fatto, demolendo così l’impianto accusatorio della Procura di Tivoli (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
L’8 maggio dell’anno scorso invece la I Sezione della Corte di Assise di Appello di Roma presieduta da Vincenzo Gaetano Capozza aveva concesso a Ion Voicu le circostanze attenuanti generiche – considerato il suo stato di incensuratezza e l’occupazione in regola da 15 anni in Italia, come richiesto dallo stesso Procuratore Generale della Corte d’Appello – condannandolo a 10 anni e 8 mesi di carcere (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
In primo grado gli fu concessa la possibilità di essere giudicato con un rito alternativo e di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
MASSACRATO A CALCI IN FACCIA: LA CORTE D’APPELLO CONCEDE LO SCONTO A UNO DEGLI ASSASSINI


Alessandro Castellaccio detto “Sceriffo”, il 40enne di Tivoli morto dopo un pestaggio nel 2023
IL PROCESSO DI PRIMO GRADO A TIVOLI: VOICU CONDANNATO A 14 ANNI E 8 MESI
Il 17 ottobre 2024 Ion Voicu era stato condannato a 14 anni e sei mesi di reclusione in primo grado dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Tivoli Raffaele Morelli.
Per l’operaio romeno la Procura di Tivoli aveva proposto una pena di 14 anni e 8 mesi, partendo da una base di 22 anni meno un terzo per la scelta del rito alternativo del giudizio abbreviato, mentre il giudice aveva ridotto la condanna di due mesi negando comunque a Ion Voicu le circostanze attenuanti generiche (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).


Mircea Nasaf Ion Voicu
L’AGGRESSIONE IN CENTRO: ALESSANDRO COLPITO A CALCI IN FACCIA COME SE FOSSE UN PALLONE
Colpito senza alcuna pietà mentre era in terra, stordito da un pugno alla tempia sferrato da Ion Voicu e impossibilitato a difendersi.
Una scarica di calci in faccia, come se fosse un pallone, una violenza talmente brutale da togliergli la vita ad opera di Mircea Nasaf.
Il pestaggio che determinò la morte di Alessandro Castellaccio è uno dei fatti di cronaca nera più cruenti degli ultimi anni a Tivoli.
Secondo la ricostruzione della Procura di Tivoli, nel pomeriggio di domenica 18 giugno 2023 Alessandro Castellaccio fu vittima di una vera e propria vendetta da parte di Voicu, Nasaf e di altre persone non identificate dai carabinieri.
Quel pomeriggio Alessandro mentre rincasava si era fermato in piazza Codro Benedetti, nei pressi dal “Baky Bar”, dove un gruppo di romeni beveva alcol e ascoltava musica a tutto volume.
Pare che Castellaccio abbia chiesto di abbassare il volume ma ne era nata una discussione, in particolare con Aurel C. un 42enne romeno risultato estraneo al pestaggio mortale. Infatti nella colluttazione era stato Alessandro Castellaccio a colpire Aurel C. con un pugno al volto procurandogli la frattura scomposta delle ossa del naso e del setto nasale.
A quel punto, mentre il 40enne italiano si stava allontanando dalla piazza, si era scatenata la furia omicida.
Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, Alessandro era stato raggiunto e circondato dagli aggressori e colpito alle spalle da un pugno sferrato con inaudita violenza alla tempia da parte di Ion Voicu. Un pugno tanto violento da far stramazzare il 40enne italiano sul selciato a faccia avanti.
Secondo la Procura, a “completare l’opera” sarebbe stato Mircea Nasaf: il 51enne e il 35enne avrebbero colpito Castellaccio ripetutamente a calci, anche sul volto, quando già la vittima era a terra, priva di sensi e impossibilitata a difendersi.
Colpito brutalmente da calci al viso da un uomo “…come se tirasse un calcio ad un pallone… “, raccontarono i testimoni ai carabinieri.
A documentare la violenza sono i referti medici di Alessandro Castellaccio: frattura scomposta del condilo temporale destro; frattura del ramo mandibolare di sinistra; frattura delle ossa nasali; frattura della parete laterale del seno mascellare di sinistra; frattura della parete laterale dell’orbita di sinistra; abbondante quota di emorragia subaracnoidea diffusa bilateralmente.
Un massacro senza alcuna pietà.
Dai processi è uscito un solo colpevole.





























