Eventi

16-17-18 maggio – Sagra della bruschetta – Lariano

Undicesima sagra della Bruschetta con il Pane di Lariano e prodotti tipici con stand espositivi e speattacoli. Programma: 16 maggio ore 18.00 apertura stand gastronomici ed espositivi.Ore 20.30 Concorso Miss17 maggio ore 12.00 apertura stand gastronomici ed espositivi ore 20.3018 maggio ore 12.00 apertura stand Gastronomici ed espositivi ore 20.30
Organizzatore: associazione Pane e Bruschetta di Lariano Email: giorgiocrocetta@alice.it Telefono: 366 9534919 Fax: 069648397

10-11 Maggio – festa del pecorino romano e dei prodotti della Tuscia- Nepi

Nepi, la città dell’acqua, festeggia il Pecorino Romano Laziale e i prodotti tipici della Tuscia La “città dell’acqua” celebra il Pecorino Romano Laziale e i prodotti tipici della Tuscia. Il 10 e 11 maggio Nepi, lo splendido centro tra Roma e Viterbo che porta nel nome i segni del suo legame ancestrale con questo elemento della natura (Nepa in etrusco significa acqua) organizza l’undicesima edizione di una Sagra che esalta non solo la buona cucina, ma tutte le peculiarità tipiche di un territorio ricco di storia. E così si potrà scoprire il gusto inconfondibile del Pecorino Romano Laziale, una vera e propria rarità la cui produzione è ormai quasi completamente destinata ai mercati esteri; e ancora assaggiare le migliori specialità locali come il salame cotto, la pizza con cipolla, la scapicollata, il miele e le confetture. Tra una portata e l’altra i visitatori più curiosi potranno andare alla scoperta delle Forre, affascinanti gole di millenaria erosione che delineano il paesaggio intorno a Nepi, oppure delle innumerevoli fonti di acque minerali e solforose, o ancora della Rocca dei Borgia dove soggiornò Lucrezia. Tra gastronomia, natura e cultura, troverà spazio anche l’intrattenimento con il mercato di antiquariato e bricolage, lo spettacolo di magia e “trucca bambini”, la mostra micologica, gli spettacoli musicali e folcloristici e il Concorso Dolcezze con dessert a base di ricotta romana.
Ma il principe della due giorni di festa resterà comunque il Pecorino, quello Romano Dop prodotto nel Lazio, un formaggio dal gusto molto intenso che subisce la cagliata fino alla temperatura di 45-46 gradi e che si può gustare grattugiato o consumare direttamente in tavola. Il Pecorino sarà comunque in ottima compagnia, dalla pizza con cipolla nepesina, piatta e non tonda, al salame cotto, una tradizione che risale agli inizi del 900’, fino alla scapicollata, una particolare pancetta stagionata e insaporita con aromi naturali. Nepi, città dalle origini antichissime, conserva intatte molte tracce del suo glorioso passato. Nel centro del paese merita una visita la piazza del Comune, abbellita da una fontana del Bernini, sulla quale si affaccia il palazzo progettato da Antonio da Sangallo il Giovane; e ancora l’acquedotto, terminato nel 1727, che resta uno dei luoghi più suggestivi e pittoreschi dell’intera città, così come il Duomo con le sue 5 navate del XII secolo e la cripta a 12 colonne. Per due giorni insomma, la “citta dell’acqua” prima, divenuta poi “città dei cipollari”, mette in mostra il meglio della gastronomia e delle tradizioni di un territorio, la Tuscia laziale, che vale davvero la pena di scoprire.
 
 
Info:
Luogo – Nepi (VT)
Data e ora – dal 10 all’11 maggio per tutta la giornata del sabato e della domenica.
Info – 3408505381
FB – https://www.facebook.com/fuoriportafuoriporta?ref=tn_tnmn

11 maggio – Sagra degli Sparaci – Percile

IX^ SAGRA DEGLI “SPARACI”
TRADIZIONALE APPUNTAMENTO ENO-GASTRONOMICO
PERCILE, DOMENICA 11 MAGGIO 2014
Insieme alla
         FESTA DELLA MAMMMA – L’AZALEA DELLA RICERCA
La Pro loco di Percile aderisce alla campagna promossa dall’AIRC
 
IL BORGO DI PERCILE, DOMENICA 11 MAGGIO 2014, OSPITERA’ LA IX SAGRA DEGLI “SPARACI”, IL TIPICO PIATTO DI PASTA CONDITO CON I DELIZIOSI ASPARAGI PERCILESI. ACCOMPAGNATI DA UNA SQUISITA FRITTATA, SALSICCE CASERECCE E VINO A VOLONTA’.
 
INTRATTENIMENTO MUSICALE, VISITE, ESCURSIONI PER UNA SPLENDIDA GIORNATA DA TRASCORRERE IN ALLEGRIA TUTTI INSIEME.
 
STANDS APERTI DALLE ORE 12:00
 
DA VISITARE, OLTRE AL GRAZIOSO BORGO:
I LAGUSTELLI -(sito protetto a livello internazionale RAMSAR), LE CHIESE DI: S.LUCIA, S.ANATOLIA (XVI SEC.), S.MARIA DELLA VITTORIA (XII SEC.)
 
BENVENUTI A PERCILE
                            
RIF. TEL. ASS. PRO-LOCO PERCILE – PIAZZA GARIBALDI, N.4 00020 PERCILE RM
340/8861096 – 335/259065 E-MAIL: prolocopercile@yahoo.it
PERCILE: USCITA VICOVARO/MANDELA -A/24 ROMA L’AQUILA – SS. N.5 TIBURTINA – SSR 314 LICINESE

11 maggio- Sagra degli Gnocchi – Riofreddo

Sagra degli Gnocchi,  si terrà a Riofreddo (Rm) l’ 11 MAGGIO 2014 a partire dalle ore 12:30 presso il Piazzale Ricciotti Garibaldi con la distribuzione di :
Gnocchi al sugo di spuntatureArrosticini di pecoraSalsiccia alla bracePatatine FritteDolci Tipici
 
 
Per info 3479084474
Facebook : Pro Loco Riofreddo
Sito Internet  www.prolocoriofreddo.it

17/18 maggio – I Pugnaloni – Acquapendente (VT)

SABATO 17 maggio ore 18.00     Teatro Boni: “Confrontarsi con fiori e foglie. La presenza di grandi artisti contemporanei ai Pugnaloni” Conferenza di Renzo Chiovelli e presentazione dei bozzetti 2014 ore 21.00     NOTTE BIANCA, visita ai laboratori dei Pugnaloni
 
DOMENICA18 maggio ore 9.30     Centro storico: esposizione dei Pugnaloni ore 11.00     Duomo: Santa Messa con la partecipazione del Signore di Mezzomaggio ore 11.30     Sfilata del gruppo “Sbandieratori Città de L’Aquila” per le vie del centro storico ore 16.00     Chiostro di San Francesco: benedizione e sfilata del “Corteo Storico Città di Acquapendente” e degli “Sbandieratori Madonna del Fiore” ore 16.00     Oratorio Madonna del Fiore: sfilata del gruppo “Sbandieratori Città de L’Aquila” ore 16.30     Piazza G. Fabrizio: lettura della pergamena ed esibizione degli sbandieratori con il gioco delle bandiere ore 18.30   Processione con la Sacra Immagine della Madonna del Fiore preceduta dai Pugnaloni, con la partecipazione del Signore di Mezzomaggio ore 19.00     Piazza G. Fabrizio: estrazione del nuovo Signore di Mezzomaggio e premiazione dei Pugnaloni
Durante i giorni della manifestazione l’ass. “Arte mia” organizza “IL MERCATINO” presso P.zza della Costituente con opere dell’ingegno e artigianato locale
 
Cosa Sono i Pugnaloni
I Pugnaloni, stupendi mosaici di petali di fiori e foglie, sono il principale elemento folcloristico della festa della Madonna del Fiore che si celebra ad Acquapendente la terza domenica di maggio. Questa festa è antichissima ed unica nel suo genere. La sua origine si fa risalire ad uno degli episodi principali della storia di Acquapendente: la liberazione nel lontano 1166 dal giogo del tirannico governatore di Federico I Barbarossa. Secondo la tradizione, la vittoriosa rivolta scaturì da un evento straordinario che due contadini annunciarono al popolo di Acquapendente. Questi lavorando nei campi avevano visto fiorire miracolosamente un ciliegio ormai secco preso a simbolo di oppressione degli aquesiani. Fu il segnale della protezione della Madonna. Il popolo insorse e cacciò il dominatore distruggendo il suo castello. A ricordo della sospirata liberazione la comunità decretò di fare una grande festa, ogni anno a metà maggio. Oggi a più di otto secoli della sua origine, la festa di Mezzomaggio in onore della Madonna del Fiore, si celebra ogni anno e il tema dell’antica liberazione è ricordato nei pugnaloni che, pur con i modi e gli stimoli del XXI secolo, vogliono rappresentare la libertà vittoriosa su ogni oppressione. Antenati degli attuali pugnaloni sono i pungoli (antichi arnesi agricoli) ornati di fiori che i contadini usavano portare nella processione a seguito della statua della Madonna del Fiore. La fantasia aquesiana li ha elaborati e col passare dei secoli sono nati gli odierni pugnaloni.   Queste opere sono grandi pannelli disegnati (2.60 mt di larghezza per 3.60 mt di altezza) e poi interamente ricoperti di petali di fiori, foglie e altri materiali vegetali fino a seguire ogni sfumatura del disegno. La tecnica è quella del mosaico, effetti eccezionali sono dati dagli stupendi colori della natura.

11 MAGGIO 2014 – Sagra de li Maccaruni piazza – Nerola (Rm)

Domenica 11 Maggio, venite a scoprire il bellissimo borgo medievale di Nerola, le sue vedute, i suoi scorci, la sua gente, l’aria buona e la sua ottima cucina tipica.
Il Comitato Festeggiamenti Ferragosto Nerolese vi delizierà con la sagra “dé lì Maccaruni”. Tipica pasta all’uovo condita con ragù misto di carne.
Inoltre, compreso nel menù, potrete gustare bruschette con olio DOP nerolese,salsicce del luogo alla brace e buon vino casareccio!Il costo del menù sarà di soli 12 euro!
In caso di maltempo, la sagra sarà rinviata alla domenica successiva.

10/11 maggio – Sagra dell’Asparago Selvatico – Poggio Moiano (RI)

La Sagra dell’Asparago Selvatico di Poggio Moiano compie un quarto di secolo. D’altronde, in questo splendido angolo della Sabina, armarsi di cesto e bastone per andare a caccia delle “sparagole” è una tradizione che si tramanda di padre in figlio. Per trovare questa specialità sottile e saporita, infatti, bisogna svegliarsi alle prime luci del mattino e serve una grande abilità, oltre a un occhio attento a scovarla sotto le rocce e lungo i pendii scoscesi. Una fatica che però viene ampiamente ripagata in tavola, dove l’asparago selvatico nobilita ogni ricetta con un gusto davvero unico. L’appuntamento è fissato per sabato 10 e domenica 11 maggio: volontari, casalinghe e appassionati sono già all’opera nelle campagne della Sabina per offrire il loro ricco “bottino” che sarà il protagonista di antipasti, primi e secondi piatti. Massaie e abili cuochi saranno a disposizione di chi vorrà raggiungere Poggio Moiano e le sua strade addobbate per l’occasione, dove a regnare sarà anche il famoso olio extravergine di oliva della zona che sublimerà ogni portata del menù. La manifestazione prenderà il via sabato 10 maggio quando, a un mese dall’inizio dei Mondiali di calcio, la Fiesta Brasiliana porterà l’allegria carioca fra i vicoli del paese sabino, con i balli a ritmo di Samba e gli spettacoli di Capoeira a cura del gruppo Topazio di Rieti. Sabato pomeriggio e domenica mattina sarà possibile, previa prenotazione, effettuare escursioni guidate a piedi all’interno del Parco Nazionale dei Monti Lucretili, a cavallo oppure con i Ragni del 4X4. Domenica mattina la giornata di aprirà con la seconda edizione della Cicloturistica in mountain bike a cura dell’AVIS, mentre subito dopo pranzo è in programma il raduno delle majorettes. Chi deciderà di raggiungere nel fine settimana del 10 e 11 maggio Poggio Moiano, le cui prime tracce risalgono a un documento del 1083 nel quale si menziona “Podio de Moiano”, avrà anche l’occasione per scoprire un centro ricco di storia e che sorge in territorio dalla natura rigogliosa. E i caso dell’edicola campestre di Santa Liberata, proprio all’ingresso del paese, meta di pellegrinaggio in epoca antica perché la Santa era ritenuta la protettrice dei bambini affetti da gravi malattie. Poggio Moiano conserva poi uno splendido Castello e tante Chiese degne di nota come quelle di San Martino, San Sebastiano e Sant’Anna o la parrocchiale dell’Immacolata Concezione e San Giovanni Battista. Gli amanti della natura potranno invece passeggiare nelle splendide faggete del Parco dei Monti Lucretili fino a raggiungere le cime del Monte Pellecchia e del Monte Gennaro.

4 maggio – Sagra degli gnocchi al sugo di pecora – San Gregorio da Sassola

In piazza Brancaccio, con vista sul castello medioevale (Visite dalle ore 10)
verrà organizzata la sagra degli “Gnocchi al sugo di Pecora”. Piatto tipico del luogo. Programma: Ore 11.45 Apertura stand gastronomici Gnocchi al sugo di Pecora Pecora al sugo
Pane Ciambelle al vino Acqua o vino
LA GIORNATA SARA’ ALLIETATA DA  MUSICA DAL VIVO
dalle ore 16.00 panini porchetta e salsiccia patatine fritte
 (sarà disponibile anche il menù del pranzo) Email: prolocosangregorio@tiscali.it Telefono: 3395085997

25 Aprile – sagra della pizza fritta – Arsoli

La manifestazione di primavera è una “ghiotta” occasione per conoscere gli aspetti peculiari di questo paese dichiarato “Città d’arte e di interesse turistico” per la ricchezza di tradizioni, spiccato senso dell’ospitalità, eventi culturali, patrimonio storioco-architettonico, eccellenze gastronomiche tipiche.
In tale ambito sono infatti previste VISITE GUIDATE GRATUITE AL BORGO MEDIEVALE, AL MUSEO DELLE TRADIZIONI MUSICALI ED ALTRI SITI DI RILEVANZA STORICO-ARTISTICA-ARCHITETTONICA.
 
Appuntamento dalle ore 10 presso il Museo delle Tradizioni Musicali.
All’ora di pranzo si potranno gustare i piatti della tradizione contadina, realizzati con modalità tipiche e con genuini prodotti locali, nella splendida cornice della Piazza Valeria in pieno borgo medievale. In caso di maltempo sono previsti spazi coperti. Dalle ore 12,30 in poi si svolgerà infatti la “RASSEGNA GASTRONOMICA DI PRIMAVERA CON LA SAGRA DELLA PIZZAFRITTA” che a prezzi contenutissimi (max 12 € per intero menù) offrirà: “sagne” – pasta di farina di grano e acqua fatta a mano realizzando una sfoglia, molto maneggiata, leggermente spessa e tagliata della larghezza di un dito. E’ condita con sugo di pomodoro, aglio e olio; “pizzigli co’ ll’erbe” – specie di pane schiacciato, ottenuto da un impasto di sola farinadi grano, non lievitato, cotto al forno a legna, accompagnato da cicorie selvatiche o altre verdure “ripassate” in padella;“saciccie” – salsiccie di suino di produzione locale, cotte alla brace; “pizzafritta” – frittella realizzata con pasta lievitata cotta in olio bollente. Può essere consumata “dolce” cosparsa di zucchero o “salata” se condita con salsa di pomodoro,origano e altre spezie.
 
Nel pomeriggio SPETTACOLO MUSICALEQuesta edizione è contrassegnata dal marchio di ECOFESTA quale manifestazione dellaProvincia di Roma improntata secondo canoni della eco-sostenibilità e della riduzione deirifiuti nelle feste.E’ questa l’occasione per trascorrere una giornata in un ambiente sano e in una tranquillaatmosfera di profumi, colori, musica, tradizioni e sapori di altri tempi che la Pro Loco diArsoli coltiva con amore da oltre Cinquanta anni con la sua attività.
Arsoli, a circa 50 km da Roma, si raggiunge con- Autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscire a Vicovaro-Mandela e proseguire per circa 10Km sulla S.S. n. 5 Tiburtina fino al Km 60;- F.S. Stazione di Arsoli, con partenze dalla Stazione Roma Tiburtina;- Autolinee COTRAL, dal Capolinea M Ponte Mammolo linea Roma-Subiaco o lineedirette.
 Cosa vedere ad Arsoli

Castello Massimo Il nucleo originario del Castello – risalente al IX secolo – rientra tra i possedimenti delle famiglie Passamonti e Zambeccari, passato intorno al 1500 sotto i Massimo. La struttura fu successivamente ristrutturata e trasformata in un palazzo imponente circondato da torri, le cui enormi sale interne conservano affreschi di notevole bellezza: ricordiamo Le Fatiche di Ercole di Giovanni Antonio Macci nella Sala da pranzo; lo Sposalizio di Perseo e Andromeda, gli ovali con le Stagioni e le Parti del mondo, i monocromi delle Virtù romane corrispondenti ai quattro busti dipinti nelle nicchie nella Sala dei Fasti dei Massimo. Accanto al Castello fu edificata una prestigiosa villa, immersa in un giardino all’italiana.

Cappella di Santa Maria di Belmonte Nel giardino della villa sorge questa cappella, che è la tomba della famiglia Massimo, dove è conservata una statua che rappresenta la Dea Roma ritrovata presso le terme di Costantino.

Cappella di San Filippo Neri Costruita all’interno del Castello, Il suo nucleo più antico risale al Trecento, ristrutturata nel 1566, fu dedicata dai Massimo a Filippo Neri, amico di famiglia.

Chiesa del Santissimo Salvatore La struttura è di origine medievale, ma fu ricostruita nel 1574 su progetto di Giacomo della Porta, come anche il Castello. Al suo interno vi troviamo Nostra Signora di Guadalupe, un dipinto messicano donato da un gesuita messicano nel 1790; nella cappella interna di Sant’Antonio Abate troviamo invece una copia della Sacra Sindone del 1635.

Info: Ufficio Turistico Pro Loco – Telefono 0774 920290 –  fax 0774 705668
Cell. 3395886598 – 3495856284 –  e-mail: prolocodiarsoli@libero.it – www.prolocodiarsoli.it

23/25 aprile – Palio di Sant’ Anselmo e Sagra del biscotto – Bomarzo (VT)

Palio di San Anselmo e sagra del Biscotto a Bomarzo (Vt) il 23 aprile 2014 „
Dal 23 al 25 aprile torna la Sagra del Biscotto e il Palio di Sant’Anselmo. Una tradizione che ormai da moltissimi anni si rinnova,  per festeggiare nel miglior modo possibile il Santo patrono.
La prima edizione della Sagra del Biscotto risale al 1973 quando l’Associazione ProLoco di Bomarzo volle promuovere e valorizzare questo prodotto tanto caro agli abitanti locali.
La nascita del biscotto, che per dimensione e forma è più somigliante ad una ciambella, si perde nell’antichità quando veniva denominato Pane di S. Anselmo.
Siamo esattamente nel V sec. d.C. e l’allora vescovo della città, Anselmo (oggi divenuto Santo e Protettore dei bomarzesi) fece produrre un pane dolce da distribuire ai poveri e bisognosi e ai pellegrini che transitavano da quelle parti verso la città santa di Roma, sulla Via Francigena.
Da allora questa tradizione si è conservata di generazione in generazione e l’antica ricetta, gelosamente custodita da madre in figlia, è rimasta pressoché immutata.
A Bomarzo é anche tradizione inzuppare il biscotto nella “zozza”…
Non siate maliziosi e toglietevi quel sorrisetto dalla bocca, perchè La zozza è un portentoso intruglio a base di liquori, olio, vino, zucchero, limone e anice.
A Bomarzo oggi vengono prodotti migliaia di biscotti di S. Anselmo, riconosciuti anche dal marchio di qualità italiano PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali).
 Da vedere sicuramente anche il Palio di Sant’Anselmo che da oltre 20 anni viene celebrato in questo periodo. L’antica corsa di cavalli  è  un pezzo di storia, che si diputa tra 5 contrade. Il rione vincitore ottiene il Palio da custodire nella chiesa della propria Contrada.
 
RICETTA Ciambella all’anice della Tuscia
(Bomarzo): Farina q.b. – 10 uova – Zucchero 1 kg. – Olio 1/4 di litro – Alchermes e mists 4 bicchierini – Lievito 100 gr. – Semi di anice – Scorza di limone
 Preparazione
Fare rinvenire il lievito secco mettendolo a bagno in acqua tiepida fino a copertura, circa mezzo litro, e lasciarlo ammorbidire per alcune ore. Successivamente scioglierlo per bene con le mani, passarlo al passatutto aggiungendo ancora acqua calda e in una terrina unirvi della farina di grano fino ad ottenere una pastella solida che, dopo averla segnata con una croce come é nella tradizione e coperta poi con un panno, lasceremo lievitare in ambiente tiepido ed a temperatura omogenea per circa dodici ore. Trascorso questo periodo, e cioé il mattino seguente, che é poi quello che precede il giorno della festa, in un grande recipiente di coccio si mettono le uova battute ma non montate, lo zucchero, l’olio di oliva, la buccia grattugiata di un limone, i liquori (Sambuca a Viterbo, Anisetta a Tuscania, Alchermes e mistrà a Bomarzo) due cucchiaini di sale, i semi di anice, il latte (presente nella maggior parte delle ricette) ed altri aromi facoltativi come la cannella, la vaniglia ecc. Si continua a mescolare a lungo fino a che lo zucchero non si sia sciolto completamente quindi si inizia ad aggiungere la farina e la restante pasta lievitata. Questo si può fare sia dentro il recipiente di coccio o sulla spianatoia a seconda delle usanze. Quando si sarà ottenuto un impasto omogeneo non troppo duro si lascia riposare per qualche ora poi si formano delle palle poco più grandi di un pugno e da esse, facendovi prima con il dito un buco al centro e manovrando poi con destrezza con le mani si formeranno varie ciambelle di venti centimetri circa di diametro che verranno poi disposte, ad una certa distanza una dall’altra per evitare che si uniscano, su una teglia unta sul fondo. Queste teglie, coperte poi con teli da cucina, si lasciano in ambiente tiepido per alcune ore per completare la lievitazione e dopo averle spennellate in superficie con uovo battuto, si inviano al forno, che dovrà rimanere sempre chiuso, per la cottura che deve durare in genere dai 25 ai 30 minuti. Torneranno con una crosticina marrone scura in superficie che conferisce loro, al di la del sapore, un aspetto gradevole che contribuisce, insieme al particolare profumo che emanano, a creare la caratteristica atmosfera della festa paesana.
 
 

 
 
 
 
Bomarzo è un suggestivo centro della Tuscia, denominato anche la città di Marte, uno strepitoso centro dominato dal massiccio vulvanico dei Monti Cimini che si affaccia sulla valle del Tevere. Bomarzo è da sempre conosciuta anche per ospitare sul suo territorio ” Il sacro Bosco” meglio conosciuto come Parco dei mostri. Un’opera unica nel suo genere realizzata nel 16° secolo da Pierfrancesco Orsini. Nel parco è presente un anfiteatro naturale decorato con gigantesche  e inquietanti statue in pietra disposte  su grandi terrazze. Passeggiando nel parco sicuramente rimarrete affascinati da queste opere. I mostri di pietra hanno da sempre attratto e incuriosito artisti e amanti dell’arte, ma dopo la morte di Orsini con i secoli a venire il parco cadde in stato di abbandono, per oltre 300 anni quelle meraviglieriposarono in silenzio fino al 1938 quando il parco venne riscoperto dal pittore Salvador Dalì.
Sia che consideriate queste enormi sculture di pietra dei mostri o delle opere d’arte, ne rimarrete sicuramente affascinati. I mostri di pietra di Bomarzo hanno per molti anni incuriosito e allo stesso tempo attratto artisti e amanti dell’arte, non meno di quanto abbiano terrorizzato la povera gente del villaggio. La leggenda del parco cresce di anno in anno – See more at: http://www.cyberitalian.com/en/html/gal_36.html#sthash.G6xls6tT.dpuf

Sia che consideriate queste enormi sculture di pietra dei mostri o delle opere d’arte, ne rimarrete sicuramente affascinati. I mostri di pietra di Bomarzo hanno per molti anni incuriosito e allo stesso tempo attratto artisti e amanti dell’arte, non meno di quanto abbiano terrorizzato la povera gente del villaggio. La leggenda del parco cresce di anno in anno. – See more at: http://www.cyberitalian.com/en/html/gal_36.html#sthash.G6xls6tT.dpuf

Sia che consideriate queste enormi sculture di pietra dei mostri o delle opere d’arte, ne rimarrete sicuramente affascinati. I mostri di pietra di Bomarzo hanno per molti anni incuriosito e allo stesso tempo attratto artisti e amanti dell’arte, non meno di quanto abbiano terrorizzato la povera gente del villaggio. La leggenda del parco cresce di anno in anno. Whether you consider those great stone sculptures monsters or marvelous works of art, you will be spell-bound by them. The stone monsters of Bomarzo have long both puzzled and attracted artists and art-lovers, no less than they have frightened the simple people of the village. The legend of that park grows from year to year. Il soldato-poeta-sognatore, Vicino Orsini, che costruì il suo parco delle meraviglie nel 1550, ruppe tutte le regole dell’arte del tempo. Egli creò di proposito un’attrazione bizzarra e insolita per stupire gli ospiti e, come disse lui stesso, “per dare respiro al suo cuore”. Egli creò quattro secoli fa – incredibilmente – un parco d’arte surreale, “straordinario e sovrannaturale”, com’era suo desiderio.  The soldier-poet-dreamer, Vicino Orsini, who built his “park of wonders” in the 1550s, broke all the rules of art of his time. He created on purpose a bizarre and unusual attraction to stun his guests and as he said “to give vent to his heart.” Incredibly, he created four centuries ago a park of surrealistic art, “extraordinary and supernatural”, as was his desire. Uno dei primi artisti a cadere sotto il suo incantesimo fu il pittore tedesco Bartholomeus Breenbergh, che, nel 1625, visitò Bomarzo e ne disegnò i mostri. Ma con i lunghi secoli dopo la morte di Orsini, il parco e il suo “bosco sacro”, come egli chiamava quella macchia di alberi sulla collina di Bomarzo, caddero in stato di abbandono. Per oltre trecento anni quelle meraviglie vennero trascurate e riposarono in silenzio. Erba e erbacce coprirono i mostri dell’Orsini. Ma questi non si mossero e dormirono, o forse risero e aspettarono. Aspettarono di essere riscoperti nel 1938 dal pittore spagnolo surrealista Salvador Dalì che allora basò uno dei suoi più famosi dipinti sul Parco di Mostri di Bomarzo. One of the first artists to fall under its spell was the Dutch painter Bartholomeus Breenbergh, who in 1625 visited Bomarzo and made drawings of the monsters. But in the long centuries after Orsini’s death, the park and his “sacred wood”, as he called that patch of woods on the Bomarzo hill, fell into neglect. For over 300 years the wonders there were abandoned and they lay in silence. Grass and weeds covered Orsini’s monsters. But they didn’t move, they just slept, or perhaps laughed and waited. Waited to be rediscovered in 1938 by the Spanish surrealist painter Salvador Dali who then based one of his most famous paintings on the Bomarzo Monster Park. Quei mostri che si affacciavano fra le erbacce spaventavano la gente del posto. Sembrava che il parco sacro fosse abitato da strani spiriti. La gente di Bomarzo cominciò a chiamare il bosco sacro “parco dei mostri”. – See more at: http://www.cyberitalian.com/en/html/gal_36.html#sthash.G6xls6tT.dpuf

Sia che consideriate queste enormi sculture di pietra dei mostri o delle opere d’arte, ne rimarrete sicuramente affascinati. I mostri di pietra di Bomarzo hanno per molti anni incuriosito e allo stesso tempo attratto artisti e amanti dell’arte, non meno di quanto abbiano terrorizzato la povera gente del villaggio. La leggenda del parco cresce di anno in anno. Whether you consider those great stone sculptures monsters or marvelous works of art, you will be spell-bound by them. The stone monsters of Bomarzo have long both puzzled and attracted artists and art-lovers, no less than they have frightened the simple people of the village. The legend of that park grows from year to year. Il soldato-poeta-sognatore, Vicino Orsini, che costruì il suo parco delle meraviglie nel 1550, ruppe tutte le regole dell’arte del tempo. Egli creò di proposito un’attrazione bizzarra e insolita per stupire gli ospiti e, come disse lui stesso, “per dare respiro al suo cuore”. Egli creò quattro secoli fa – incredibilmente – un parco d’arte surreale, “straordinario e sovrannaturale”, com’era suo desiderio.  The soldier-poet-dreamer, Vicino Orsini, who built his “park of wonders” in the 1550s, broke all the rules of art of his time. He created on purpose a bizarre and unusual attraction to stun his guests and as he said “to give vent to his heart.” Incredibly, he created four centuries ago a park of surrealistic art, “extraordinary and supernatural”, as was his desire. Uno dei primi artisti a cadere sotto il suo incantesimo fu il pittore tedesco Bartholomeus Breenbergh, che, nel 1625, visitò Bomarzo e ne disegnò i mostri. Ma con i lunghi secoli dopo la morte di Orsini, il parco e il suo “bosco sacro”, come egli chiamava quella macchia di alberi sulla collina di Bomarzo, caddero in stato di abbandono. Per oltre trecento anni quelle meraviglie vennero trascurate e riposarono in silenzio. Erba e erbacce coprirono i mostri dell’Orsini. Ma questi non si mossero e dormirono, o forse risero e aspettarono. Aspettarono di essere riscoperti nel 1938 dal pittore spagnolo surrealista Salvador Dalì che allora basò uno dei suoi più famosi dipinti sul Parco di Mostri di Bomarzo. One of the first artists to fall under its spell was the Dutch painter Bartholomeus Breenbergh, who in 1625 visited Bomarzo and made drawings of the monsters. But in the long centuries after Orsini’s death, the park and his “sacred wood”, as he called that patch of woods on the Bomarzo hill, fell into neglect. For over 300 years the wonders there were abandoned and they lay in silence. Grass and weeds covered Orsini’s monsters. But they didn’t move, they just slept, or perhaps laughed and waited. Waited to be rediscovered in 1938 by the Spanish surrealist painter Salvador Dali who then based one of his most famous paintings on the Bomarzo Monster Park. Quei mostri che si affacciavano fra le erbacce spaventavano la gente del posto. Sembrava che il parco sacro fosse abitato da strani spiriti. La gente di Bomarzo cominciò a chiamare il bosco sacro “parco dei mostri”. – See more at: http://www.cyberitalian.com/en/html/gal_36.html#sthash.G6xls6tT.dpuf