Da oggi, giovedì 30 aprile, è in pre-uscita sul catalogo di Controluna – Edizioni di Poesia – il libro “Un pugno di storie belle”, l’ultima opera di Mario Eleno, il 40enne scrittore, attore e regista originario di Montecelio che vive tra Napoli e il Borgo medievale.



Il poeta Michele Caccamo, fondatore della casa editrice Controluna – Edizioni di Poesia
Il 7 maggio il libro uscirà nelle librerie per Controluna – Edizioni di Poesia, marchio che nasce per volontà del poeta Michele Caccamo, casa editrice dove l’ispirazione diviene pagina, libro, lettore, in un incontro inusitato tra poeti e mercato editoriale.



La scrittrice e poetessa Gloria Vocaturo
La scrittrice e poetessa Gloria Vocaturo è la direttrice editoriale di Controluna.
Il 24 maggio la prima presentazione alla Piccola Galleria Resistente di Napoli diretta dal pittore Antonio Conte.
Poi il 6 giugno al Teatro Chisciotte di Montecelio con il dottor Matteo Castorino a fare da relatore.
Il 19 giugno alla Libreria Emotiva del Vomero, sempre a Napoli, e a fine giugno nello spazio Llabbasc di Piazza Bellini gestito dall’artista napoletano Dario Gaipa e dal suo collettivo.



“Un pugno di storie belle”: in copertina uno scatto del fotografo Bruno Ciniglia
“Quelle di questo libro sono poesie che raccontano i sentimenti assurdi e l’amore fitto di chi mette la propria pelle sul tavolo della vita”, racconta Eleno, vincitore del Premio De André, del Premio Spoleto Calling, diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e finalista lo scorso anno al Fellini Film Festival.



L’artista di Montecelio Mario Eleno
“Tipi estremi – prosegue l’autore – attraversano la mia voce, i loro corpi non hanno difese, il lupo dell’amore entra e gli azzanna il cuore. Si danno meravigliosamente. Un pugno di storie belle che per delicatezza fa male, intenerisce, mette alle corde con dubbi, domande, finta un jab e fa divertire.
È il mio quarto libro, se si considera il romanzo d’esordio TABACCHERIA, poi IL MIO SOLO TORMENTO che ho tradotto e curato per la Fandango, e VERSO LE STRADE FEROCI che è l’altra mia silloge poetica.
UN PUGNO DI STORIE BELLE è il mio libro più attaccato alla terra, inviscerato nella vita, lo metto in chiaro a partire dall’esergo di Blaise Cendrars, scrittore che studio e traduco dal francese da anni: “Né il paradiso né l’inferno, ma il mondo degli uomini, terra terra”.
Però non voglio anticipare troppo, un’opera d’arte non si spiega, non sopporto le sinossi, non sono un vigile urbano, non devo dare indicazioni al lettore, anzi a dire il vero la cosa più bella è che il lettore non abbia punti di riferimento e smarrendosi nelle pagine ricostruisca il suo percorso personale.
Esorto tutti ad acquistarlo, a spendere ogni tanto qualche soldo in più nella poesia, sono soldi ben spesi in questo periodo oscuro in cui gli stupidi del mondo hanno il potere di compiere genocidi in base a come gli gira.
La poesia è la detonazione che fa saltare in aria questi imbecilli”.
Ecco un estratto del libro:
[…]
I pirati del rottame non mancano
i pirati del rottame rovistano fra le discariche a cielo aperto
uno di loro mi ferma e mi chiede da fumare
certo come no ecco
gli offro una sigaretta e del fuoco e lo saluto e cammino oltre
il suo occhio mi colpisce alle spalle
sento il bruciore della periferia selvaggia
il canino d’oro che abbaglia l’orizzonte
è verso lì che vado
nel suo intestino
nel suo liquame
e quel sole che esplode basso alle 7 della sera
è l’ulcera inguaribile che s’infiamma
around the urbe
around the urbe





























