GUIDONIA - Stuprata in casa a 12 anni, condannato il papà orco

Pena di 9 anni per un 54enne italiano di Villanova: abusava della figlia quando la mamma e i fratellini uscivano. E’ libero

Quando restavano da soli in casa per lei iniziava l’incubo. Lui chiudeva la porta della camera da letto e costringeva la ragazzina agli abusi più atroci.

L’orco aveva la faccia e la voce del padre, per questo la vittima aveva taciuto gli orrori. E’ andata avanti così almeno per tre anni, fino a quando lei ha trovato il coraggio di abbattere il muro di paura e vergogna per confidarsi con il fidanzatino e con la mamma del ragazzo.

Così ieri, giovedì 19 maggio, il Tribunale di Tivoli ha condannato in primo grado ad una pena di nove anni di reclusione un italiano incensurato 54enne di Guidonia Montecelio per violenza sessuale aggravata su minore di 14 anni.

Il Collegio presieduto da Nicola Di Grazia – a latere i giudici Emanuela Maria Francini e Sergio Umbriano – ha condiviso l’impianto accusatorio del pubblico ministero Giuseppe Mimmo che aveva richiesto una pena di dieci anni di reclusione per l’imputato accusato di aver abusato della figlia per tre anni, dall’ottobre del 2012 a marzo del 2015.

I magistrati hanno considerato credibile la testimonianza della vittima, una ragazza oggi 24enne che ha presenziato a tutte le udienze del processo costituendosi parte civile contro il genitore attraverso l’avvocato Elisabetta Gentile di Tivoli.

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Secondo quanto accertato durante il dibattimento, il 54enne – indefesso lavoratore dalla fedina penale immacolata – sarebbe stato tutt’altro che un padre esemplare, come era considerato dalla comunità di Villanova, quartiere di Guidonia Montecelio dove si consumarono gli abusi sessuali. La figlia ha raccontato di essere stata costretta in numerose e reiterate occasioni a subire e compiere atti sessuali completi contro la sua volontà fin dall’età di 12 anni tutte le volte che la mamma e i fratelli uscivano e la ragazzina restava da sola in casa col genitore.

La vicenda emerse nel 2015, quando la vittima aveva 17 anni, grazie al fidanzato e alla mamma del giovane. Così, dopo la denuncia, il Tribunale per i Minorenni dispose l’allontanamento della ragazzina dalla casa familiare e il suo ricovero in una struttura protetta, disponendo la sospensione della potestà genitoriale nei confronti sia del padre che della madre. All’epoca non fu emesso alcun provvedimento restrittivo della libertà personale per il padre orco da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Ieri il 54enne, difeso dall’avvocato Patrizia Succi di Villanova di Guidonia, è stato inoltre condannato dal Tribunale di Tivoli all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale dalla tutela, curatela e amministrazione di sostegno, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro a favore della figlia.

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L’uomo si è professato innocente e si è difeso sostenendo che la figlia lo accusava in quanto era sempre stata una ragazza intollerante delle regole di casa.

Siamo soddisfatte della sentenza in quanto è stata accertata la verità – commenta l’avvocato Elisabetta Gentile, legale di parte civile della ragazzaLa mia assistita ha partecipato a tutte le udienze, anche a quella di ieri, a riprova di quanto fosse convinta della sua verità.

Purtroppo il processo è durato sette anni, in quanto il procedimento penale risale ad un periodo anteriore rispetto all’introduzione del Codice Rosso. Nel frattempo la mia assistita, grazie alla Casa Famiglia e alla rete di protezione, è riuscita a ricostruirsi una vita lontana dal nucleo familiare d’origine”.

Il 54enne è libero, sarà arrestato soltanto in caso di sentenza definitiva di colpevolezza.

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