TIVOLI – Antenna 5G in area vincolata, il PD: “Un danno per il territorio”

Comunicato stampa di Alessandro Fontana, Manuela Chioccia e Giovanna Marconi

In riferimento all’articolo TIVOLI – Antenna 5G in area vincolata: la Soprintendenza ha detto due volte “NO”, dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Tivoli riceviamo e pubblichiamo:

“Come Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Tivoli, non possiamo restare in silenzio davanti all’installazione del traliccio di 34 metri in via delle Piagge. Non si tratta di essere “contro il progresso” o contro il PNRR, ma di denunciare una scelta tecnica profondamente sbagliata e una gestione amministrativa che ha preferito il silenzio alla tutela del paesaggio.

L’iter, iniziato il 30 giugno 2025 su istanza di INWIT S.P.A., si è concluso nel peggiore dei modi.

La determina n. 3511 del 3 dicembre 2025 parla chiaro: il via libera è arrivato tramite l’istituto del silenzio-assenso.

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il Comune di Tivoli ha preso atto di questa assenza come un “semaforo verde”.

Ma la politica non è solo timbrare carte, è governo del territorio.

Permettere che un colosso di ferro di 34 metri sorga in un’area sensibile come via delle Piagge senza un parere tecnico espresso e motivato è un fallimento della pianificazione.

L’installazione di un’infrastruttura di queste dimensioni in via delle Piagge presenta criticità oggettive:

* Impatto Paesaggistico Devastante:

Parliamo di una delle zone più panoramiche e delicate di Tivoli. Un traliccio di 34 metri non è una “piccola dotazione tecnologica”, è un elemento alieno che deturpa lo skyline della nostra città.

* Assenza di un Piano Antenne Condiviso:

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Ancora una volta, si subiscono le decisioni dei colossi delle telecomunicazioni (Vodafone, in questo caso) anziché guidarle.

La tecnologia 5G può essere implementata con soluzioni a minor impatto volumetrico e localizzazioni meno impattanti.

È accettabile che l’inerzia burocratica diventi la regola per trasformare i nostri quartieri residenziali in “foreste di ferro”

Chiediamo all’Amministrazione: perché non si è agito politicamente per sollecitare i pareri delle Soprintendenze?

Perché non è stato cercato un sito alternativo tecnicamente idoneo ma meno invasivo?

Tivoli merita innovazione, ma non a scapito della sua identità.

Continueremo a dare voce ai cittadini di via delle Piagge e a pretendere che lo sviluppo tecnologico cammini di pari passo con il rispetto del territorio”.

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