Dal Consigliere comunale del Partito Democratico di Guidonia Montecelio Emanuele Di Silvio riceviamo e pubblichiamo:
“Questa mattina ho ricevuto una PEC dalla rappresentante di una classe della scuola secondaria di I grado “Don Milani” di Guidonia, una delle tre classi ospitate nei container.



Sopra e sotto, i container in cui fanno lezione gli alunni dell’Istituto comprensivo “Don Milani” di Guidonia
È una segnalazione che non posso ignorare, né come consigliere comunale né come genitore: condizionatore guasto, freddo insopportabile in aula, la maggior parte dei ragazzi è stata male la settimana scorsa, e come se non bastasse, un forte odore di muffa all’interno del container.
Oggi i genitori sono arrivati al punto di far uscire i ragazzi dall’aula per il freddo.
Non è un gesto simbolico: è il segno concreto che le condizioni in cui questi studenti sono costretti a fare lezione non sono più tollerabili.



Per questo, ho appena inviato una nota formale al Sindaco, agli Assessori competenti chiedendo:
1) La riparazione urgente del condizionatore e degli impianti di climatizzazione nei container della Don Milani;
2) Un sopralluogo tecnico e igienico–sanitario immediato, per verificare lo stato reale degli ambienti, a partire dall’odore di muffa segnalato;
3) La rotazione delle classi nei container (decisione che spetta alla Dirigenza scolastica).
Le scuole non possono essere trattate come strutture di serie B e i container non possono diventare un “parcheggio” in cui sistemare bambini e ragazzi in attesa di soluzioni future, senza preoccuparsi delle condizioni reali in cui vivono ogni giorno.
Su questo tema non cerco polemiche sterili, ma risposte concrete e tempi chiari.
Lo devo ai genitori che hanno avuto il coraggio di scrivere, ai docenti che ogni giorno lavorano in condizioni difficili e, soprattutto, ai ragazzi che hanno diritto a spazi sicuri, salubri e dignitosi.
Nei prossimi giorni seguirò da vicino la vicenda e informerò pubblicamente sugli sviluppi: sui container della Don Milani non possiamo più accontentarci di promesse generiche.
Servono interventi, adesso”.




























