MONTEROTONDO – Caterina, la vittima del pirata si laurea in ospedale

Intervista alla 23enne falciata in via Kennedy: “Sono rinata grazie all’amore della mia famiglia”

Due mesi fa era ridotta in un letto d’ospedale, le gambe spezzate, il volto tumefatto, il cuore a pezzi.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe riuscita a preparare l’esame più importante del suo percorso di studi.

Caterina Pallocca durante il ricovero all’ospedale Sant’Andrea di Roma

In realtà nello stesso momento in cui veniva ricoverata, la vita la stava mettendo davanti alla prova più difficile.

I medici le hanno ricomposto le fratture ossee, l’amore della sua famiglia le ha restituito la fiducia in se stessa e la forza per rinascere più forte di prima.

Lunedì 15 dicembre Caterina Pallocca si è laureata nella clinica in cui è ricoverata

Così lunedì mattina 15 dicembre Caterina Pallocca, 23enne di Monterotondo, si è laureata in Scienze dell’Educazione all’università “Roma Tre” presso la clinica di riabilitazione “Nomentana Hospital” di Fonte Nuova.

Caterina è la ragazza rimasta vittima di uno scooter pirata che l’ha falciata martedì sera 28 ottobre in via Kennedy, a Monterotondo, la strada che costeggia il “Parco Arcobaleno”, in pieno Centro cittadino (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Secondo i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo diretta dal Capitano Carmine Rossi, alla guida dello scooter non assicurato c’era un 18enne di origine ucraina senza patente che è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Tivoli per lesioni personali stradali ed omissione di soccorso (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

Ricoverata all’ospedale Sant’Andrea di Roma con una frattura della caviglia destratibia e perone della gamba sinistra fratturati, ferite su frontevolto, ecchimosi sul resto del corpo, Caterina Pallocca è riuscita a preparare l’esame online e a discutere la tesi dal titolo “Il ruolo della famiglia nello sviluppo infantile: un’analisi pedagogica sull’importanza dell’interazione genitoriale”.

A fare il tifo per lei lunedì in clinica c’era mamma Michela, oggi casalinga ma per tanti anni parrucchiera apprezzata a Monterotondo, insieme a papà Marco, dipendente dell’ospedale San Camillo di Roma, e il fratellino 13enne Silvio, studente all’ultimo anno delle scuole medie.

Un’altra immagine di Caterina Pallocca il giorno della laurea

“Come molti sapete, sono stata investita – esordisce Caterina – Chi l’ha fatto, un diciottenne, ha compiuto una scelta: è fuggito, lasciandomi a terra inerme.

Ha semplicemente scaricato la sua responsabilità, tornando nel suo posto sicuro: la sua famiglia.

La giovane età di chi ha scelto la fuga mi ha spinto a interrogarmi profondamente sul valore dell’educazione all’amore e sul luogo in cui essa viene appresa.

È così che il senso della mia tesi si è trasformato, da semplice analisi, a un annuncio vibrante e convinto di ciò che è davvero fondamentale.

Visto che ad oggi sono sempre di più le persone che muoiono per colpa dell’incoscienza, ho scritto l’inizio della tesi collegata all’incidente e all’importanza della famiglia nelle vite di questi giovani”.

– Cosa rappresenta per te il conseguimento della Laurea?

“Rappresenta un traguardo estremamente importante, il mio obiettivo è cambiare ogni singolo cuore per quello che posso: nel mio piccolo desidero insegnare l’amore ed educare ad esso.

La laurea è uno dei tanti sogni che realizzerò, ed è la mia più grande soddisfazione.

Non è stata solo fortuna. Dentro queste pagine c’è la mia fatica, il mio impegno in ogni singolo esame, perché non ho mai “provato”, ma ho sempre voluto riuscire.

E per farlo, dovevo studiare.

È stato un percorso di vera e propria rinascita, e l’ho fatto solo per me.

Questa volta, è stata la mia fatica, il mio impegno, la mia determinazione e la mia passione a vincere.

Ho messo e metterò sempre obiettivi e valori più grandi sopra di me.

Che questo sia solo il primo dei tanti passi della mia vita.

Che io non smetta mai di accorgermi di quanto io sia felice, e che non mi manca nulla, ma ho solo tanto da raggiungere”.

Un’altra immagine di Caterina durante il ricovero al Sant’Andrea

– Quando ti sei iscritta all’Università come immaginavi il giorno della tesi?

“Non avrei mai immaginato di celebrare questo traguardo così, e non avrei mai immaginato di dover ringraziare Dio solo per essere viva.

Pensavo ad una grande festa, uscire con le mie gambe dall’aula con la corona di alloro, saltare dalla gioia e festeggiare la sera con le persone più importanti e tanti tanti amici.

Ma questo momento mi ha fatto capire davvero tanto, anche chi è voluto starmi accanto con tutto il cuore nonostante io non volessi vedere nessuno.

Sono sempre stata una ragazza poco sicura di se e questo incidente mi ha fatto scoprire una forza dentro me stessa che non sapevo di avere.

Nonostante tutto il mio dolore, la mia forza è sempre stata dentro di me e mi ha accompagnata fino a questo giorno.

A volte la vita corre talmente veloce che non ce ne rendiamo conto.

Non so ancora perché tutto questo sia successo a me, al mio fidanzato e alla mia famiglia, ma lo accetto perché mi è stata data un’altra occasione.

E questa volta, voglio viverla a pieno”.

Sopra e sotto, alcune immagini di Caterina prima del drammatico investimento 

Una tesi su “Il ruolo della famiglia nello sviluppo infantile: un’analisi pedagogica sull’importanza dell’interazione genitoriale”: quanto ha inciso l’incidente di cui sei rimasta vittima?

“Ha inciso molto perché da qui ho fatto iniziare la mia tesi che è diventata non solo una semplice analisi ma un vero e proprio invio vibrante di ciò che è davvero fondamentale.

L’importanza della famiglia perché penso profondamente che tutto parta da lì: il cuore e l’identità umana ha inizio dalla famiglia e l’ambiente in cui si cresce.

La mia convinzione è che la famiglia sia il cuore pulsante dell’educazione e il mio obiettivo è stato riscoprire il suo valore formativo primario, attingendo alla saggezza dei grandi maestri”.

Caterina radiosa dopo la laurea

– E’ sbagliato pensare che dietro quel titolo della tesi ci sia un messaggio per il tuo investitore?

“Quando è stata scritta non avrei mai immaginato di pensare ad una singola persona, perché anche ad oggi non è così.

Il mio investitore è uno dei tanti giovani incoscienti, e la mia vita è salva ma tante persone sono state uccise dalla velocità.

Il mio è un appello, come lo è sempre stato, a riconsiderare i valori dell’educazione e il luogo nel quale essa viene appresa, in particolare l’educazione all’amore”.

Un’altra immagine di Caterina Pallocca prima dell’investimento di martedì 28 ottobre

– Dopo l’investimento c’è stato un momento in cui hai pensato di dover rimandare la discussione della tesi?

Come lo hai superato?

“Assolutamente sì.

Non avrei mai immaginato, sopratutto come ero ridotta all’inizio, di poter discutere la tesi a dicembre e coronare questo mio sogno è stato una gioia immensa.

Ringrazio l’università e la struttura Nomentana Hospital in cui mi trovo per aver permesso tutto questo.

C’è stato un momento, dopo l’incidente che ho subito, in cui pensavo che ogni possibilità di luce, ogni obiettivo futuro, fosse perduto.

Invece, essere qui è un immenso privilegio e la riaffermazione che nulla è riuscito a spegnere la mia forza e la mia determinazione”.

– A chi dedichi la laurea? E perché?

“La laurea la dedico a me stessa per aver avuto la forza di non arrendermi mai e ai miei futuri figli: spero di essere una madre all’altezza del dono più bello che possa esistere, la vita di un bambino.

Nonostante le innumerevoli volte in cui ho creduto di non farcela, non ho mai mollato.

Per tutte le insicurezze e i pensieri negativi che urlavano nella mia testa prima di ogni esame.

Questa laurea la dedico alla mia battaglia interiore, alla lotta contro me stessa, il mio peggior nemico quando mi ci metto.

Questo traguardo è per la mia parte negativa, quella che mi butta a terra, che non vuole che io sia felice, che pensa di non meritare niente.

Oggi, dimostro il contrario.

La laurea la dedico a me stessa, che, nonostante io sia qui in ospedale, su una sedia a rotelle, ce l’ho fatta”.

Un primo piano delle ferite al volto subite dalla 23enne di Monterotondo

– Sei felice per l’obiettivo raggiunto?

“Sono davvero felice per l’obiettivo raggiunto, ho fatto tanti sacrifici per riuscire a laurearmi nei tempi, lavoravo e studiavo.

Ogni esame è stata una sfida con me stessa, contro ogni aspettativa ce l’ho fatta.

Nonostante il dolore e le gambe totalmente rotte sono riuscita anche a laurearmi, non posso essere più felice”.

– Il tuo sogno nel cassetto?  

“Sto facendo tutto questo e ho sempre perseguito questa strada con tutte le mie forze perché ho sempre posto i valori e il mio obiettivo al di sopra di me”.

– Tra 10 anni come e dove sarà Caterina Pallocca?

“Tra 10 anni voglio immaginare un futuro senza più dolori così grandi, io penso che la vita ti pone delle sfide che tu sia in grado di superare, ma anche perché vuole darti ancora di più di quello che ti aspettavi.

Mi immagino mentre svolgo il lavoro che amo, quello di aiutare chi si trova in difficoltà.

Tornare a casa e preparare la cena per la mia famiglia, il mio fidanzato che sarà marito e i miei bambini, belli come il papà ma dolci come la loro mamma.

Non voglio grandi cose, ma la più semplice di tutte: una famiglia e che sia piena di amore”.

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