Era larga un metro e mezzo e profonda due, sufficiente a “inghiottire” una persona.
Si presentava così la voragine apertasi nel 2018 all’interno del Parco del Bollente, l’area verde di via Foggia a Villalba di Guidonia chiusa al pubblico da quasi 8 anni.
Ora l’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio è pronta a intervenire per consentire la riapertura.



Una panoramica del Parco del Bollente, a Villalba di Guidonia
Lo stabilisce la determina numero 137 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – firmata domenica 14 dicembre dalla dirigente del settore Ambiente Bernardina Colasanti.
Con l’atto viene affidato l’incarico professionale per il servizio di progettazione esecutiva e direzione lavori, per la riqualificazione del Parco del Bollente, all’Ingegner Maurizio Pompei, 52enne della Borghesiana, periferia Est di Roma.
L’importo contrattuale è determinato in complessivi 12.881 euro e 10 centesimi.
Vale la pena ricordare che il Parco del Bollente sorge in una vecchia cava di travertino ritombata con materiali di riporto e di risulta, per cui nel 2018 infiltrazioni di acque meteoriche comportarono il ripetuto verificarsi di dissesti.
Il caso esplose il 30 marzo 2018, quando l’allora dirigente del settore comunale all’Ambiente Paola Piseddu e l’assessora Tiziana Guida allertarono la Regione Lazio sulla scorta di numerose segnalazioni dei residenti.
Così il 23 maggio 2018 l’allora Dirigente regionale dell’Area Risorse Idriche e Difesa del Suolo Paolo Menna effettuò un sopralluogo al “Bollente” insieme ai geologi regionali Lorenzo Liperi e Giacomo Catalano, accompagnati dal funzionario comunale Marco Quaranta e dal suo collaboratore Emilio Diana.
Secondo la ricostruzione dei tecnici, il parco altro non è che il colmamento di una vecchia cava di travertino con materiali di riporto e di risulta, per cui i fenomeni erosivi sono causati da infiltrazioni di acque meteoriche che hanno comportato il ripetuto verificarsi di dissesti.
Dissesti testimoniati, oltre che dalla voragine nel parco, anche da altre depressioni di cui una sulla strada asfaltata in corrispondenza di uno dei due cancelli di accesso al “Bollente” e l’altra nelle vicinanze di uno scivolo e di giochi per bambini.
I geologi riscontrarono inoltre sulla parte sommitale della voragine la presenza di una tubazione in Pvc e in profondità della depressione del materiale franato, ma per la presenza di numerose abitazioni sul confine del parco ad una distanza di circa 10-20 metri dalla voragine i tecnici suggerirono all’amministrazione di non restare con le mani in mano.
In particolare di approfondire la situazione con specifiche indagini – geofisica, tomografica elettrica o sismica, gravimetria e uso di telecamere – per delimitare e caratterizzare l’area, potenzialmente soggetta ai fenomeni erosivi, ma soprattutto per verificare l’assetto geologico e l’eventuale evacuazione degli edifici.
A distanza di circa 8 anni il pericolo sembra scampato e il Parco del Bollente potrebbe riaprire.





























