Colletta per il centro disabili in nome di Rachid

Il ragazzo di Campolimpido s’è spento martedì 15 maggio all’ospedale Forlanini di Roma, dove era stato ricoverato il 24 aprile in seguito a un intervento chirurgico eseguito due settimane prima al “San Giovanni Evangelista” di Tivoli. A Pasqua era stato colpito da un malore mentre festeggiava coi familiari in campagna a Cesurni: ernia diaframmatica intestinale, avevano sentenziato i sanitari del nosocomio tiburtino.
Doveva essere un’operazione difficile ma non impossibile da superare, ma i polmoni erano già provati e non hanno retto. Se n’è andato così Rachid, quarto B indirizzo informatico all’istituto tecnico “Alessandro Volta” di Guidonia, se n’è andato tra le lacrime e il calore degli amici e dei compagni di classe presenti ai funerali celebrati giovedì scorso da don Marco Ilari nella chiesa di San Carlo Borromeo a Campolimpido insieme ai ragazzi del Centro per disabili Maria Gargani di Villalba.
Rachid lo frequentava fin dal 2000 il pomeriggio insieme alla mamma Enrica Lisi, deceduta il 20 ottobre 2011 per un infarto a soli 51 anni.
Una batosta per il 18enne, cresciuto tra via Verdi all’Albuccione e via di Campolimpido insieme a quella donna che da sola aveva saputo dargli tanto amore e a renderlo solare e pieno di vita, saggio e con una capacità di affrontare le difficoltà fuori del comune per uno della sua età.
Ne sanno qualcosa gli zii materni, Fiorino e Giuseppe Lisi, 65 e 58 anni, e la zia Adelina che 7 mesi fa avevano raccolto la sua richiesta di non finire in casa famiglia spalancandogli le porte della palazzina di via Campolimpido ospite nell’appartamento della nonna Giuseppa Onorati, scomparsa il 25 febbraio scorso. In quella stessa casa Rachid aveva conosciuto e perso il nonno Antonio Lisi, punto di riferimento costante per il ragazzo e per la mamma, deceduto a novembre di due anni fa.
I dispiaceri li combatteva col sorriso, impegnandosi a scuola con un ottimo profitto, partecipando ai corsi di teatro del Centro Gargani, interpretando “Rubastracci” nella rappresentazione di “Rugantino” e raccontando barzellette ai compagni di classe che lo sostenevano nei momenti di difficoltà.
Un ragazzo di Fede, Rachid come testimonia il post lasciato giovedì sulla sua bacheca di Facebook, presa letteralmente d’assalto dagli amici con mille messaggio d’affetto.
“E’ la nostra speranza nei momenti più brutti ed oscuri della nostra vita, la fede è il nostro appiglio e l’unica salvezza al male. Siate credenti, nel mio nome e nel nome del mio Dio. La vita è una missione, chi completa questa missione potrà accedere al regno dei cieli.
Siate gentili ed amichevoli non solo con gli amici ma anche con i nemici, ma soprattutto onorate il nostro Signore che ci ha creati. Dio è grande e perdona”.
Lo ricorda così anche Isidoro Fabi, presidente della Onlus di Villalba alla quale sono stati devoluti oltre 800 euro raccolti dalla famiglia Lisi per i funerali di Rachid al posto dei fiori. “Era sempre sereno – racconta Fabi – viveva in simbiosi con la mamma e a ottobre dopo la sua morte partecipò al nostro pellegrinaggio a Lourdes. Partì arrabbiato dicendomi che voleva parlare con la Madonna e chiederle perché tante disgrazie e tanta sofferenza. Tornò sollevato per le risposte ricevute”.


 Dalla Preside: Ciao Dono Meraviglioso:

Questa è la lettera scritta dal preside dell’istituto Volta Maria Cristina Berardini:
“Ciao Rachid, che eri diventato un Angelo lo abbiamo saputo all’improvviso, come un pugno nello stomaco, appena scesi in un’isola di sole, mare e divertimenti, che i tuoi compagni ed i tuoi coetanei sognavano da tempo. Dovevi esserci anche Tu. E tutti avrebbero fatto a gara per aiutarti e farti condividere tutta la loro gioia.
E, invece, i sorrisi si sono spenti ed ho visto i loro occhi riempirsi di lacrime. Non c’erano più il sole, il mare, la vita.. Prepotente, in ognuno di noi, è salito il tuo ricordo. Il tuo viso sempre sorridente, la tua infinita dolcezza, il tuo magnifico coraggio, i tuoi occhi buoni e puliti. Sei stato un dono, Rachid, per la tua famiglia, per la tua scuola, per tutti noi. La tua breve vita è stata un grande esempio per tutti e non è stata inutile. Ci hai insegnato il coraggio, la sopportazione, l’umiltà e soprattutto l’Amore.
Hai irraggiato Amore ovunque. Da madre e da tuo preside non riesco a pensare che, come un fiore appena sbocciato, tu sia stato reciso all’improvviso. Avrei voluto vederti vivere i tuoi 18 anni con leggerezza, spensierati, come i tuoi compagni.
Ma il disegno, per te, ha voluto altro. Aiutami, aiutaci ad accettarlo. Tu inizi a vivere la vita vera, senza più dolori e sofferenze. Finalmente correrai, con gli angeli, su prati verdi, in una luce infinita, in Paradiso. Sei con la tua mamma adesso, di nuovo tra le sue braccia, e nulla ti potrà più far male. Da lassù, Rachid, continua a sorridere ai tuoi straordinari zii, alla tua famiglia, ai tuoi compagni di scuola, ai tuoi amici, ai tuoi docenti e anche a me.
Sei stato un dono, Rachid, un dono meraviglioso. Non ti dimenticheremo”


Gli Amici: Sul suo profilo Facebook decine di messaggi di stima

Diciotto anni, la passione per l’informatica e per Facebook. Da martedì sulla bacheca di Rachid i messaggi degli amici si susseguono. Marianna Di Berardo gli chiede “di farmi ridere anche da lassù!”. Simona Rinaldi si raccomanda di “nn farmi riprende anche da lassu’ come lo hai fatto qui con i prof perche ridevamo come matti”.
C’è chi come Pierpaolo Di Donna dedica un “Ciao” e chi come Isabella Manuel “buon viaggio”, mentre Jessica Micozzi lo racconta come “una persona speciale”. Toccante il messaggio di Serena Raccioppo: “Le parole migliori le avresti, come sempre, trovate tu..tu che con le parole sapevi cambiare i punti di vista della vita …se ci fosse anche solo una possibilità che tu stia leggendo ora ..quello che mi viene in mente è solamente un immenso grazie..per tutte quelle volte che avrei dovuto farti sorridere e tu mi raccontavi una barzelletta..
per tutte quelle volte che con la tua risata riuscivi a …colorare di allegria tutte quelle domande troppo grandi che ti ponevi sulla vita.. e a cui io non sapevo bene cosa rispondere.. quel tuo sorriso colmo di coraggio e di ironia .. come solo i veri comici sanno fare , camuffava egregiamente quel velo di malinconia..che spero ora possa essere volato via.
Grazie per il futuro, di tutte quelle volte in cui mi verrà in mente un tuo insegnamento, una tua battuta o semplicemente il tuo sorriso. buon viaggio streghetto…e in questo nomignolo tuo tutto quello che di questo nome ti faceva tanto ridere”.
Segue quello di Daniele Ciccotti: “Mi hai insegnato una cosa ke nn si impara a scuola, nn si impara con gli amici, nn si impara per strada e neanche al cinema o in un teatro, mi hai insegnato a capire ke la vita per quanto brutta e ingiusta sia nn cè spazio per lamenti ma solo per sorrisi, mi hai trasmesso la voglia di credere in quello ke faccio proprio come facevi tu credevi in tutto quello ke facevi e per tutto questo piccolo rachid ti dico GRAZIE!!!!!!!!!”
Infine Davide Fruci. “Conoscerti è stata un’esperienza unica e rara! Perché se c’è una cosa che da te ho imparato, è che non bisogna arrendersi, mai, nonostante le circostanze, nonostante le difficoltà. Solo le persone uniche come Te sanno dare un insegnamento del genere, solo i pochi come Te, conoscono, veramente, il vero valore della vita. Ed ora in avanti, ogni volta che mi troverò in difficoltà, mi basterà pensarti, pensare alla tua voce, alla tua risata, alla tua incredibile voglia di vivere, per trovare la forza.
La forza, per affrontare anche le cose più piccole, alle quali Tu avresti dato poca importanza, superandole, semplicemente, con un sorriso. Non ti ricorderò come un amico, bensì, ti ricorderò come l’Amico. L’Amico che mi ha dato tanto, e a cui non ho potuto dare molto, se non le chiacchierate a scuola in questi 4 anni. Ti voglio bene”.

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