Detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, estorsione e violazione degli obblighi in materia di sorveglianza speciale. Questi i capi d’accusa nei confronti delle dieci persone coinvolte che stamattina, lunedì 12 dicembre, sono state fermate dai carabinieri, come indicato dall’ordinanza di misure cautelari (5 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari e un divieto di dimora nel Comune di Roma), emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Nello stesso contesto operativo, sono state eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Mentana e nei quartieri romani di Settecamini, San Basilio e presso il carcere di Rebibbia.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli, ha avuto inizio lo scorso mese di marzo, a seguito dell’arresto in flagranza di un giovane, trovato in possesso, a Fonte Nuova, di 500 grammi di hashish.
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare un gruppo di persone che, rifornite periodicamente da una persona con gravi precedenti penali originaria del quartiere romano di San Basilio, organizzavano e gestivano, sia direttamente che avvalendosi di collaboratori, lo spaccio di droga, prevalentemente hashish e cocaina, nelle zone di Fonte Nuova – nei quartieri di Santa Lucia e Tor Lupara) e Mentana.
Gli investigatori hanno lavorato attraverso le intercettazioni telefoniche, l’installazione di telecamere nella pubblica via ed i numerosi servizi di pedinamento – hanno consentito negli scorsi mesi di eseguire dodici arresti in flagranza (che, dunque, si aggiungono alle 10 misure cautelari eseguite oggi) e di sequestrare oltre 35 kg di hashish nonché rilevanti quantitativi di cocaina e marijuana.
Sono state, inoltre, accertate consegne di sostanze stupefacenti nel carcere di Rebibbia, eseguite approfittando dei colloqui dei familiari con i detenuti, alcuni dei quali precedentemente tratti in arresto nel corso dell’odierna indagine. E’ stato accertato, infatti, che alcuni detenuti in diverse occasioni, utilizzavano clandestinamente un telefono cellulare per ordinare la droga all’esterno.
È stata, dunque, disposta una perquisizione all’interno della Casa circondariale, al fine di rintracciare il telefono cellulare utilizzato per le comunicazioni illecite.
Un pericoloso sistema criminale, collaudato e che produceva una fiorente attività, finito con l’arresto di numerose persone e il sequestro di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente destinata alla vendita nella zona del Nordest.
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